Libri di Cur Villehardouin Geoffroy De Garavini
Bibliografia di Cur Villehardouin Geoffroy De Garavini: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Testi E Documenti Saggi letterari
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791257500641 Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere
- 9791257500634 La fiamma di una candela
- 9791257500627 Salomé
- 9791257500610 Lettere
- 9791257500603 L'eclissi di Dio
- 9791257500597 L'universo, gli dèi, gli uomini
- 9791257500528 Dioniso a cielo aperto
- 9791257500511 Linguaggio e mito
- 9791257500504 Il paniere di frutta
- 9791257500498 Sopra lo amore ovvero Convito di Platone
La conquista di Costantinopoli Villehardouin Geoffroy De Garavini F. (Cur.) - Se, 2024 - Testi E Documenti
"Che fra i cronisti francesi del Medioevo Villehardouin sia da considerarsi il politico, il realista per eccellenza, è idea manualisticamente diffusa e avallata dalla nettezza del suo racconto - che non indulge mai alla descrizione, al pittoresco - e dalla sobrietà del suo dettato, spoglio di ogni artificio [...]. Detto questo, è già detto anche che non siamo in presenza di un testo anodino, di un racconto puro e semplice, scritto per il solo piacere del narrare, bensì di un'esposizione fatta a ragion veduta e con uno scopo ben preciso: una sorta di risposta ad un processo che si immagina intentato contro i crociati del 1202, che mancarono completamente il loro scopo, o meglio quello che si considera per definizione lo scopo di una crociata. [...] Questa quarta crociata è infatti tipica della risoluzione del fatto ideologico-mistico in un fatto di conquista e colonizzazione. Occorreva in qualche modo giustificare l'allentamento dell'idea-forza, della tensione alla liberazione del Santo Sepolcro, legittimare questa nuova fisionomia della crociata latina [...]. Questo è dunque l'impegno che Villehardouin assume: dimostrare che questo contegno era il solo possibile, farsi avvocato difensore dei crociati e fornire loro una giustificazione politica. [...] Concetto d'onore, reciproca fedeltà d'armi e sentimento cristiano sono i princìpi che governano la sua narrazione e sorreggono il suo giudizio: in base ad essi, ci dice Villehardouin, lo svolgimento della crociata non poteva essere che quello che fu. Il racconto che ne esce è teso, essenziale: da questo suo angolo visuale di avvocato difensore, Villehardouin ha una visione prospettica degli avvenimenti di cui, tralasciando l'occasionale, coglie le coordinate lineari: il suo assunto costituisce il punto di fuga unico in fondo al suo quadro." (dallo scritto di Fausta Garavini)
La conquista di Costantinopoli Villehardouin Geoffroy De Garavini F. (Cur.) - Se, 2008 - Testi E Documenti
"Sappiate che mille e centonovantasette anni dopo l'incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo, al tempo di papa Innocenzo III e di Filippo re di Francia, e di Riccardo re d'Inghilterra, il suddetto papa bandì l'indulgenza: tutti coloro che si fossero fatti crociati sarebbero stati assolti dai peccati commessi": così inizia questo libro straordinario, dello storico Geoffroy de Villehardouin, di cui si hanno scarsissime notizie, se non che partecipò alla crociata di cui il suo testo parla. Com'egli afferma, la Quarta crociata è tipica di un processo di stravolgimento dell'aspetto ideologico-mistico in un fatto di conquista e colonizzazione. Occorreva giustificare l'allentamento dell'idea-forza, della tensione alla liberazione del Santo Sepolcro, scrive la curatrice di questo testo, la francesista Fausta Garavini "e legittimare la nuova fisionomia della crociata latina", ossia di una guerra fondata su interessi economici, tesa a strappare all'avversario terre e ricchezze. L'impresa si concluse con una disfatta dei crociati; Villehardouin si fa loro avvocato difensore e fornisce loro una giustificazione politica.
La conquista di Costantinopoli Villehardouin Geoffroy De Garavini F. (Cur.) - Se, 2008 - Testi E Documenti
"Che fra i cronisti francesi del Medioevo Villehardouin sia da considerarsi il politico, il realista per eccellenza, è idea manualisticamente diffusa e avallata dalla nettezza del suo racconto - che non indulge mai alla descrizione, al pittoresco - e dalla sobrietà del suo dettato, spoglio di ogni artificio [...]. Detto questo, è già detto anche che non siamo in presenza di un testo anodino, di un racconto puro e semplice, scritto per il solo piacere del narrare, bensì di un'esposizione fatta a ragion veduta e con uno scopo ben preciso: una sorta di risposta ad un processo che si immagina intentato contro i crociati del 1202, che mancarono completamente il loro scopo, o meglio quello che si considera per definizione lo scopo di una crociata. [...] Questa quarta crociata è infatti tipica della risoluzione del fatto ideologico-mistico in un fatto di conquista e colonizzazione. Occorreva in qualche modo giustificare l'allentamento dell'idea-forza, della tensione alla liberazione del Santo Sepolcro, legittimare questa nuova fisionomia della crociata latina [...]. Questo è dunque l'impegno che Villehardouin assume: dimostrare che questo contegno era il solo possibile, farsi avvocato difensore dei crociati e fornire loro una giustificazione politica. [...] Concetto d'onore, reciproca fedeltà d'armi e sentimento cristiano sono i princìpi che governano la sua narrazione e sorreggono il suo giudizio: in base ad essi, ci dice Villehardouin, lo svolgimento della crociata non poteva essere che quello che fu. Il racconto che ne esce è teso, essenziale: da questo suo angolo visuale di avvocato difensore, Villehardouin ha una visione prospettica degli avvenimenti di cui, tralasciando l'occasionale, coglie le coordinate lineari: il suo assunto costituisce il punto di fuga unico in fondo al suo quadro." (dallo scritto di Fausta Garavini)