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LIBRO   9788808159168

Art. 679-712. Revocazione delle disposizioni testamentarie, sostituzione, esecutori testamentari Albanese Antonio   -  Zanichelli, 2015  -  Commentario Del Codice Civile

Con la revoca di un precedente testamento, il disponente può mantenere in vita la successione testamentaria, mutando o aggiungendo disposizioni o revocando solo in parte le precedenti o ripristinando un testamento precedente a quello revocato, ma può anche dar luogo alla successione legittima, limitandosi a revocare ogni precedente disposizione testamentaria senza null'altro disporre. La sostituzione ordinaria costituisce un momento di precipua attenzione per la scelta: il disponente ha l'occasione di perpetuare la propria scelta all'infinito (sostituzione successiva) e di modularla come meglio crede (sostituzione plurima e reciproca). Un congegno, dunque, la cui scarsa diffusione nella prassi è da attribuire alla scarsa conoscenza della sua utilità. La sostituzione fedecommissaria ha assunto un carattere esclusivamente assistenziale a seguito della riforma del diritto di famiglia; ma l'evoluzione della giurisprudenza e i recenti interventi normativi ripropongono sotto una nuova luce le questioni sottese all'istituto: il divieto di sostituzione fedecommissaria in ogni altra ipotesi, il fedecommesso de residuo, l'attribuzione separata del diritto di usufrutto e della nuda proprietà, la clausola "si sine liberis decesserit", il divieto di alienazione, i rapporti tra fedecommesso e trust, l'applicazione all'ipotesi di amministrazione di sostegno, l'usufrutto successivo.

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ART. 315-337. Diritti e doveri del figlio libro
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LIBRO   9788808221018

ART. 315-337. Diritti e doveri del figlio Agostinelli Benedetta   -  Zanichelli, 2024  -  Commentario Del Codice Civile

A dieci anni dall'entrata in vigore della riforma della filiazione, il diritto di famiglia e le relazioni familiari si confermano specchio dei tempi e terreno di verifica della tenuta degli istituti tradizionali rispetto ai mutamenti sociali sopravvenuti. Il ripensamento frutto delle innovazioni del 2012/13 notoriamente avviate, in origine, dalla fondamentale riforma del 1975, nonché dalle nuove regole sull'affidamento condiviso del 2006, e seguite, sul fronte prevalentemente processuale, dalla c.d. Riforma Cartabia ha modificato diversi articoli del Libro I del codice civile e rimodellato il Capo I del Titolo IX, improntandolo alla nuova visione paidocentrica della relazione genitore-figlio. Tale relazione, infatti, posta al centro della compagine familiare, gode oggi di una diversa considerazione che si è tradotta emblematicamente, sul piano positivo, nell'unificazione dello status di figlio e nel superamento della potestà in favore della responsabilità genitoriale; sul variegato fronte giurisprudenziale (anche costituzionale), nel dichiarato perseguimento, in ogni vicenda che lo riguardi, del best interest of the child. Il commento illustra in dettaglio contenuto e vicende, sul piano personale e su quello patrimoniale, del rapporto ove si radicano i diritti e i doveri dei figli e le modifiche anche lessicali intercorse che, per non restare solo esteriori, vanno interpretate nel segno dell'evoluzione dei tempi. Ciò, tuttavia, non comporta un affievolimento del munus, ma semmai una sua aggiornata riconfigurazione che lo adatti al nuovo e più gravoso impegno che il mutevole contesto sociale, connotato da una pluralità di modelli familiari e fortemente inciso anche dalle nuove tecnologie, impone ai genitori. Ad essi spetta, nella continua dialettica tra protezione e autonomia, l'imprescindibile ruolo di guida verso la compiuta formazione della persona adulta.

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