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Memoria e reminiscenza. Testo greco a fronte Aristotele Nastasi G. (Cur.) - Ist. Italiano Studi Filosofici, 2024 - Dynamis
Il breve trattato De memoria et reminiscentia è l'unico scritto in cui Aristotele indaga le attività del ricordare e del richiamare alla memoria. Esso costituisce un tassello fondamentale del progetto di una scienza dell'anima o psychologia intrapreso da Aristotele con il De anima: la memoria è infatti una di quelle funzioni comuni all'anima e al corpo che, insieme alla percezione, al sonno, all'attività onirica e alla respirazione, sono oggetto dei Parva Naturalia, scritti di fisiologia che completano l'indagine sull'anima. La teoria aristotelica della memoria rappresenta un punto di svolta già in età antica: Aristotele la elabora in chiara opposizione a Platone, per il quale il ricordare, connesso alla dottrina dell'anamnesi, ha un ruolo centrale per il pensiero. Questa nuova traduzione italiana, svolta sulla base di una recentissima ricostruzione dello stemma codicum del testo greco, offre per la prima volta uno strumento completo per lo studio di questa parte fondamentale della psicologia aristotelica. L'introduzione, le note di commento e gli apparati bibliografici tengono conto degli studi più recenti sul De memoria e sull'epistemologia di Aristotele.
Sul senso e i sensibili. Testo greco a fronte. Ediz. bilingue Aristotele Delle Donne C. (Cur.) - Ist. Italiano Studi Filosofici, 2024 - Dynamis
Il "De sensu et sensibilibus" è un breve scritto di Aristotele dedicato alla percezione e ricompreso nella raccolta dei cosiddetti Parva Naturalia. In soli sette capitoli, il De sensu costituisce un vero e proprio contraltare empirico alla grande trattazione teorica del De anima, e si pone, in tal senso, quale necessario complemento per la ricostruzione e l'interpretazione della psicologia aristotelica. Ne è prova la sempre maggiore attenzione riservata all'opuscolo nel panorama internazionale degli studi, che ha consentito, negli anni, di gettare luce su aspetti altrimenti trascurati dell'operetta. Questa nuova traduzione, corredata di corpose note di commento e arricchita da un ampio saggio critico, mette a disposizione del lettore pagine di mirabile originalità, che spaziano dalla natura dei colori a quella dei sapori, dagli odori ai più sofisticati problemi di teoria della percezione.
La natura corporea delle immagini. Da Empedocle a Lucrezio Aronadio F. (Cur.) Di Iulio E. (Cur.) Masi F. (Cur.) - Ist. Italiano Studi Filosofici, 2022 - Dynamis
I saggi raccolti nel presente volume muovono dall'intento d'indagare la natura della nozione di "immagine" come essa viene dispiegata nel pensiero greco antico. Tale "immagine", come è possibile evincere immediatamente guardando ai titoli che compongono la presente collettanea, si caratterizza come essenzialmente corporea. In effetti, ciò che emerge in modo perspicuo e al contempo dettagliato è come nel mondo antico si fosse costituita e via via consolidata una tradizione caratterizzata da una concezione dell'immagine che si potrebbe definire, con aggettivo forse improprio ma eloquente, "materialistica", rispetto alla quale i diversi filosofi commisuravano le loro specifiche riflessioni in materia, aderendo pienamente a essa o anche collocandosi a relative distanze. Il panorama qui offerto copre buona parte dell'arco di tempo in cui si sviluppò la filosofia antica ed è rappresentativo delle principali posizioni teoriche espresse sull'argomento: dal presocratico Empedocle, attraverso Gorgia e Democrito, il lettore sarà accompagnato poi a seguire le avventure dell'immagine nelle elaborazioni di Platone e Aristotele, per concludere con Epicuro, lo stoicismo e Lucrezio.