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Il libro o la vita (manuale di disintossicazione) Accorroni Linnio - Pequod, 2022 - Quaderni Del Pequod
Che cosa è che lega Guy Debord ed Umberto Eco, Amos Oz e Massimo Troisi, Nanni Moretti e Giuseppe Pontiggia, Giorgio Manganelli e Marguerite Yourcenar, Virginia Woolf e Cesare Zavattini, tanto per citare solo alcuni nomi, fra i tanti, evocati nelle pagine, colte ed impertinenti, di questo Il libro o la vita (manuale di disintossicazione)? Facile, no? I succitati intellettuali sono tutti sacerdoti di una religione che, a dispetto delle tante crisi attraversate e della sua indiscutibile pericolosità, resiste eterna ed immutabile: la fede sacra del Libro, il culto immarcescibile della Letteratura. In questo libro, Linnio Accorroni, attraverso l'effervescente ping-pong dialettico, serrato e caustico, elegante e prosaico, fra due irresistibili interlocutori, sciorina non solo le supreme virtù del sacro dogma del Libro, ma anche i suoi inconfessabili vizi, le sue perverse aporie, la sua sostanziale inutilità. Uno difende le sorti magnifiche e progressive della lettura e della letteratura. L'altro, lettore cinico e disincantato, dimostra che il libro fa male e che la Letteratura, oltre che inutile, è cosa dannosa e guasta. Perdonabile è colui che, come dice Rimbaud, perde la propria vita «per delicatezza», ma folle è perderla a causa dei libri. Nel finale, si spalanca qualche salvifica ipotesi di sopravvivenza. Si può forse quindi scampare al libro, al mondo, alla vita, a noi stessi, insomma.
Palazzo Briganti Bellini. Il museo di se stesso. Ediz. a colori Antonini Lanari Cecilia - Pequod, 2022 - Quaderni Del Pequod
Palazzo Briganti Bellini sito a Osimo è oggi proprietà dei Barberini. Costruito in mattoni a faccia vista e arricchito da elementi barocchi che ne esaltano le geometrie, è un monumento di storia, tradizione e architettura della città e delle Marche. Negli ultimi anni, una delle fonti principali di conservazione del patrimonio artistico e architettonico è il "Reuso" del bene, cioè il Restauro e l'Uso della preesistenza per destinazioni compatibili che coinvolgano la cittadinanza senza mortificare l'impianto originario. L'autrice presenta l'analisi storico-critica sul palazzo e una proposta di intervento che promuova il Palazzo come museo di se stesso e istituto culturale per la sua importanza storica e documentaria e che valorizzi, tramite la fruizione del bene, la cultura e tradizione agricola del monumento e della città.