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I cinghiali libro
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LIBRO   9791280660381

I cinghiali Apice Umberto   -  Lastaria Edizioni, 2024  -  Verve

Monte Mario, Roma. Nei primi giorni di un'estate torrida, branchi di cinghiali imprevedibili invadono l'intero quartiere, seminando il panico. Mentre la loro presenza si fa sempre più minacciosa, la città e i suoi abitanti sono costretti a fare i conti con le proprie vulnerabilità. Con uno stile che fonde continuamente ironia e pietas, la penna di Umberto Apice ci guida attraverso le vite intrecciate dei personaggi, tra scene di vita quotidiana, situazioni grottesche, eventi forti e drammatici determinati dall'apparizione di cinghiali. Persone anziane che a seguito di cadute vanno incontro a degenze ospedaliere lunghe e angoscianti, lutti improvvisi che si abbattono su famiglie che erano felici, giovani che vedono brutalmente spezzati i loro progetti esistenziali. La trama distopica, e cioè l'incombente minaccia di un assedio da parte di una natura ostile, fa solo da sfondo, da intelaiatura. Il resto è realismo, sia pure paradossale: tutti cerchiamo di stare al mondo in maniera soddisfacente, ma ci ritroviamo a vivere in città sempre più arcigne e fallimentari. I cinghiali, nella mente del lettore, resteranno come metafore di quei mali oscuri che, nelle vite degli individui e delle città, compaiono e scompaiono; oppure come indizi di qualche cosa che gli uomini non riescono a comprendere con chiarezza.

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LIBRO   9791280660633

Il commiato Apice Umberto   -  Lastaria Edizioni, 2026  -  Verve

Giacinto Marasco, protagonista e io narrante del romanzo, è un funzionario ministeriale prossimo al pensionamento, che progetta di scrivere - tra continui tentativi e fallimenti - la biografia del sassofonista afroamericano Charlie Parker, affrontandone l'impresa come un punto d'onore e, forse, come ricerca del senso della vita. Una irragionevole fatica di Sisifo: così appare l'ostinata abitudine del marito agli occhi di Enrichetta, moglie, antropologa, compulsivamente rivolta al punzecchiamento. La vita di Marasco non è una vita tragica, né infelice, eppure è ugualmente pregna di un certo malessere non meglio definibile. Un uomo con i suoi eterni dubbi, i desideri inespressi, le malinconie. Come sono, chi più chi meno, tutti gli uomini del mondo. I suoi mali sembrano acuirsi man mano che ci si avvicina al capolinea e gli ultimi suoi giorni di servizio al Ministero sono punteggiati da avvenimenti che, nella allertata sensibilità di chi si appresta all'addio definitivo, assumono una valenza riassuntivamente metaforica. In questo romanzo Umberto Apice si è cimentato nell'autofiction, offrendoci una meditazione ora commossa ora svagata sulla bellezza sfuggente e intermittente della vita, nonché su quella nevrosi, dolce e inguaribile, che è il vizio di scrivere.

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in pubblicazione
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