Libri di Adonis
Bibliografia di Adonis: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Fenice Contemporanea
La sua opera è stata insignita di numerosi premi letterari, in Francia, in Italia, in Turchia e in Libano. Nel 2002 gli è stato conferito il premio «Ennio Flaiano» per la letteratura, sezione poesia. Nelle edizioni Guanda i suoi libri di poesia Memoria del vento, Cento poesie d’amore, Storia lacerata nel corpo di una donna, Singolare in forma di plurale e La foresta dell'amore in noi; le raccolte di saggi: La preghiera e la spada, La musica della balena azzurra e Oceano nero; il pamphlet Violenza e islam.
Memoria del vento Adonis - Guanda, 2005 - Fenice Contemporanea
Il volume è una raccolta dei testi scritti da Adonis tra il 1961 e il 1980. Tra i grandi temi che ritornano in queste pagine c'è quello dell'esilio: il poeta è un esiliato nel mondo, nelle sue parole ispirate di solitario echeggia la forza della profezia e, nello stesso tempo, la profondità del dubbio. Accanto a questo, c'è il tema della caduta, della morte di un dio che ritorna alla vita "nel panico e nella rovina" dal profondo del poeta. Adonis è considerato nel mondo arabo, dal Maghreb allo Yemen, tra i maggiori poeti contemporanei.
Cento poesie d'amore Adonis - Guanda, 2008 - Fenice Contemporanea
Adonis, considerato tra i maggiori poeti contemporanei di lingua araba, rimane un poeta di difficile classificazione, poiché la sua opera non rappresenta una frattura e nemmeno una rifondazione nell'arte poetica araba. Fra tutti i poeti arabi contemporanei è probabilmente lui che ha spinto al limite massimo il "corpo a corpo" con la parola: la sua lingua non conosce stasi, requie o pausa ma ricerca senza sosta la combustione, il ritorno del gorgo caotico del principio.
Storia lacerata nel corpo di una donna Adonis - Guanda, 2009 - Fenice Contemporanea
Il cuore pulsante del libro è la voce della donna che parla alla luna, agli astri, al deserto, e parla di sé, del proprio corpo, con una mirabile energia lirica e uno sconvolgente intento di rivendicare un ruolo diverso, nuovo, decisivo nel mondo. La donna è Hagar, la schiava e concubina di Abramo poi ripudiata, la madre di Ismaele. Il poeta si cala nella voce e nel corpo di lei, scrive versi al femminile, carnali, cosmici, che glorificano l'amore come potenza eversiva, contro ogni rigidità mortuaria di poteri, religioni e dogmi. La donna dice: "La natura è come me. / Siamo due seni in un solo corpo". E a quelli che disprezzano lei e l'amore chiede: "Perché allora l'universo scrive i suoi segreti / con mano di innamorato?" Il corpo di donna, che fiorisce, che è un universo d'amore, che è incanto, inizio, nodo che tiene insieme visibile e invisibile, è il vero protagonista di questo libro. Il lettore vi troverà poi riferimenti alla cultura biblica, sumera, egizia, greca, echi della poesia occidentale più amata dall'autore, ritornanti e splendide immagini di Artemide e di Iside.