Libri di Cur Age
Bibliografia di Cur Age: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana La Piccola Cultura
Scriviamo un film. Manuale di sceneggiatura Age (Cur.) - Il Saggiatore, 2021 - La Piccola Cultura
Scrivere un film, proprio come girarlo, è frutto di un lavoro corale in cui l'ascolto delle voci è fondamentale. Dal soggetto al trattamento, dal trattamento alla sceneggiatura, bisogna ascoltare e prendere spunto da continui stimoli esterni: una semplice chiacchierata, una favola di Fedro, la celebre battuta finale di "A qualcuno piace caldo". In questa filiera le immagini fanno quasi da cornice: compaiono all'inizio, nella mente degli autori, e alla fine, sulla pellicola, seguendo un tracciato di parole scritte in cui il cinema dialoga con il teatro, la poesia e la letteratura. È questa la via percorsa da Age, uno dei più noti sceneggiatori del cinema italiano, il quale si immagina come un artigiano capace e invisibile che identifica e risolve i problemi della costruzione di una buona sceneggiatura e che fornisce, grazie a un'esperienza pluridecennale, preziosi suggerimenti e saldi punti d'appoggio per l'aspirante sceneggiatore: regole da manuale fissate a modello, anche e soprattutto per essere riscritte o rovesciate. Ideare un buon incipit, rendere esplicito un antefatto, tenere viva la suspense, costruire un dialogo serrato e credibile: sono ostacoli nei quali, quando si scrive un film, è impossibile non incappare, ma che vengono superati da Age con la dimestichezza del veterano; problemi risolti con la medesima vivacità, ironia e immediatezza dei suoi dialoghi. "Scriviamo un film" ci porta dietro la macchina da presa, dall'origine concettuale del film fino al progetto che muove la regia, svelando un lavoro troppo spesso sconosciuto, nel quale è essenziale immaginare, anticipare e rispettare il futuro spettatore per creare i grandi capolavori di domani.
Questioni mortali. Le risposte della filosofia ai problemi della vita Nagel Thomas Veca S. (Cur.) - Il Saggiatore, 2015 - La Piccola Cultura
"Questioni mortali" raccoglie gli interventi più incisivi di Thomas Nagel- uno dei massimi esponenti della filosofia analitica statunitense - sui dilemmi fondamentali che interessano il senso, la natura e il valore dell'esistenza umana. La gamma dei temi affrontati è ampia e ricca di implicazioni concrete: dalla vita privata a quella pubblica; dai grandi quesiti di metafisica, filosofia della mente e teoria della conoscenza ai rapporti tra biologia e etica; dai nostri atteggiamenti nei confronti della morte e dei comportamenti sessuali fino all'ingiustizia sociale, alla guerra e al potere. Filo conduttore del pensiero di Nagel è il continuo riemergere delle domande di fondo sul valore, il significato, il fine e la fine della vita mortale. Interrogativi affascinanti e insieme angoscianti, a cui è impossibile rispondere in maniera univoca, se non cadendo nell'illusione o nell'indifferenza. Come argomenta il noto saggio "Che effetto fa essere un pipistrello?", le teorie materialiste sul funzionamento del pensiero umano trascurano l'elemento della coscienza: la percezione della nostra realtà di essere umani. Gran parte delle difficoltà che incontriamo in vita dipende da una concezione limitata o erronea dell'identità e della libertà personali. Discutendo impostazioni etiche differenti, questi saggi propongono di incorporare i risultati teorici della ricerca filosofica nel contesto della conoscenza di sé.
Scriviamo un film. Manuale di sceneggiatura Age (Cur.) - Il Saggiatore, 2014 - La Piccola Cultura
Scrivere un film, come girarlo, è frutto di un lavoro corale in cui è importante l'ascolto delle voci. Dal soggetto al trattamento, dal trattamento alla sceneggiatura, l'autore prende spunto da continui stimoli esterni: una semplice chiacchierata, una favola di Fedro, la celebre battuta finale di "A qualcuno piace caldo". In questa filiera le immagini fanno quasi da cornice: compaiono all'inizio, nella mente degli autori, e alla fine, sulla pellicola, seguendo un tracciato di parole scritte in cui il cinema dialoga con il teatro, la poesia e la letteratura; Billy Wilder con Molnàr, Milos Forman con Philippe de Ségur. È questa la via percorsa da Age, l'artigiano efficace e invisibile, come il "guardiano del faro", che ricerca e ritrova i problemi e gli ostacoli tipici della costruzione di una buona sceneggiatura, fornendo, grazie a un'esperienza pluridecennale, utili suggerimenti e saldi punti d'appoggio per l'aspirante sceneggiatore: "regole" da manuale, fissate a modello, anche e soprattutto per essere riscritte o rovesciate. "Scriviamo un film" - un classico della letteratura cinematografica che sa viziare il lettore allo stesso modo dello spettatore in sala - ci porta dietro la macchina da presa, dall'origine concettuale del film fino all'immaginazione che muove la regia, svelando un lavoro oscuro in cui lo sconosciuto spettatore viene cercato e rispettato. Ideare un buon incipit, rendere esplicito un antefatto, tenere viva la suspense, costruire un dialogo serrato...