Libri di Magnaghi Alberto
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È progettista di diversi piani urbanistici, territoriali e paesaggistici a carattere strategico, integrato e partecipativo per la produzione sociale del territorio e del paesaggio.
Ha coordinato progetti di ricerca e laboratori sperimentali per il ministero dell’Università e per il cnr sullo sviluppo locale autosostenibile, la rappresentazione identitaria del territorio, il «progetto di territorio» e la «bioregione urbana» (1986-2014).
Tra i suoi ultimi saggi: La Biorégion urbaine. Petit traité sur le territoire bien commun (2014), Coscienza di classe e coscienza di luogo (con G. Becattini, 2015), La Conscience du lieu (2017), Patrimonio territoriale e coralità produttiva. Nuove frontiere per i sistemi economici locali (con G. Dematteis, 2018), Luoghi, patrimonio, paesaggio (2019) e The Urban Bioregion in the Territorialist Approach (2020). Ha inoltre curato i volumi: Territorio bene comune (2012), La regola e il progetto. Un approccio bioregionalista alla pianificazione territoriale (2014) e La pianificazione paesaggistica in Italia. Stato dell’arte e innovazioni (2016). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato Il progetto locale. Verso la coscienza di luogo (2000, n. ed. 2010).
Il progetto locale. Verso la coscienza di luogo Magnaghi Alberto - Bollati Boringhieri, 2010 - Temi
La condizione di «doposviluppo» in cui ci ha fatti precipitare la crisi economica mondiale impone nuove visioni strategiche, a partire proprio da ciò che ci è più prossimo: il luogo in cui viviamo e da cui, paradossalmente, siamo sempre più sradicati. La nostra esistenza si delocalizza, perdiamo la sovranità sulle sue forme materiali e simboliche, mentre quell'autentica opera d'arte corale che è il territorio, costruito nel dialogo vivo tra uomo e natura, subisce una spoliazione sistematica, riducendosi a supporto amorfo di opere e funzioni, quando non a collettore di veleni. Secondo Alberto Magnaghi, uno dei massimi teorici del localismo consapevole, è ormai improrogabile riprogettare il territorio su basi di autosostenibilità e decrescita. Negli anni trascorsi dalla prima edizione del Progetto locale - tradotto in francese, inglese e spagnolo -, i guasti si sono aggravati, ma si è anche acuita la cognizione della catastrofe. In questa nuova edizione accresciuta si dà conto dei tentativi di rimettere in valore lo spazio pubblico attraverso nuove alleanze di comunità. Essenziale è il sorgere di una «coscienza di luogo» (di quartiere, di città, di valle, di bioregione) che miri a tutelare i beni patrimoniali comuni, ossia culture, paesaggi urbani e rurali, produzioni locali, saperi. Non nella prospettiva difensiva del «sangue e suolo», che spesso ha cooperato alla rapina delle risorse, bensì all'interno di un orizzonte solidale e partecipativo, dove siano portatori di diritti coloro che si prendono cura dei luoghi.
Il progetto locale Magnaghi Alberto - Bollati Boringhieri, 2000 - Temi
La condizione di "doposviluppo" in cui ci ha fatti precipitare la crisi economica mondiale impone nuove visioni strategiche, a partire proprio da ciò che ci è più prossimo: il luogo in cui viviamo e da cui, paradossalmente, siamo sempre più sradicati. La nostra esistenza si delocalizza, perdiamo la sovranità sulle sue forme materiali e simboliche, mentre quell'autentica opera d'arte corale che è il territorio, costruito nel dialogo vivo tra uomo e natura, subisce una spoliazione sistematica, riducendosi a supporto amorfo di opere e funzioni, quando non a collettore di veleni. Secondo Alberto Magnaghi, uno dei massimi teorici del localismo consapevole, è ormai improrogabile riprogettare il territorio su basi di autosostenibilità e decrescita. Dieci anni dopo la prima edizione del "Progetto locale" - tradotto in francese, inglese e spagnolo -, i guasti si sono aggravati, ma si è anche acuita la cognizione della catastrofe. In questa nuova edizione accresciuta e aggiornatissima si dà conto dei tentativi di rimettere in valore lo spazio pubblico attraverso nuove alleanze di comunità. Essenziale è il sorgere di una "coscienza di luogo" (di quartiere, di città, di valle, di bioregione) che miri a tutelare i beni patrimoniali comuni, ossia culture, paesaggi urbani e rurali, produzioni locali, saperi.