Libri di An
Bibliografia di An: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Habitus
Bestiario umano. Storie sugli esseri viventi Ananìa Luigi Boccianti Nicola - Deriveapprodi, 2021 - Habitus
I bestiari sono dei testi che descrivono animali reali e immaginari, arricchiti spesso da elaborate illustrazioni. Appartengono a un genere molto diffuso nel passato, soprattutto nel Medioevo, che aveva prevalentemente la finalità di celebrare l'onnipotenza di Dio, valorizzando la varietà e la molteplicità dei frutti della sua creazione. Avevano talvolta anche una finalità didattica e usavano gli animali come allegorie per impartire agli uomini lezioni di comportamento. I tre contributi su uomini e animali raccolti in questo libro - le storie di Luigi Ananìa, le illustrazioni di Hitnes, i saggi di Nicola Boccianti - hanno più semplicemente lo scopo di fornire qualche elemento per riflettere su quel dato condiviso dagli uni e dagli altri chiamato realtà. Attraverso la poetica, l'immaginazione e l'analisi scaturite da questo testo i confini di questo dato più o meno comune tra uomini e bestie risulterà meno scontato di quanto si pensi.
Cuoche ribelli: La cucina impudica-La cuoca di Buenaventura Durruti-La cuoca rossa Anonimo - Deriveapprodi, 2013 - Habitus
"La cucina impudica", "La cuoca di Buenaventura Durruti", "La cuoca rossa" sono tre "diari", redatti rispettivamente a Parigi a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso; a Barcellona durante la guerra civile spagnola; al Bauhaus tedesco durante la Repubblica di Weimar. Le autrici sono una cocotte parigina, una militante anarchica della Colonna Durruti, un'allieva della scuola d'arte tedesca e membro di una cellula spartachista. Nei tre "diari" le autrici restano anonime, pur rivelando molto altro della propria biografia, della propria cultura, della propria vita. Alternano aneddoti e ricordi; riferiscono di discussioni e pettegolezzi, di incontri amorosi e relazioni politiche, di balli mascherati e azioni di sabotaggio, di letture poetiche e lezioni sul colore, di vernissage e volantinaggi, di concerti mondani e scampagnate; passano al vaglio opere letterarie e teorie sociali; accennano a incontri con musicisti, pittori, scrittori, commediografi, registi, rivoluzionari di varia fama; e tra un tassello di vita e un altro trascrivono una ricetta. Ed è appunto al genere del "ricettario" che appartiene la prosa delle tre cuoche. Un ricettario del Novecento europeo, che tra liste di ingredienti, metodi di cottura, salse, condimenti, laccature e guarnizioni parla la lingua dalla quale proviene: quella del desiderio di libertà e di godimento. Perché questo dimostrano i "diari" delle tre anonime.