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Alchimia e chimica nel Settecento. Antologia di testi Antonelli F. (Cur.) Beretta M. (Cur.) - Editrice Bibliografica, 2018 - Storie Della Scienza
La chimica del Settecento è una scienza soggetta a rapide e profondissime trasformazioni. Per molti versi questi cambiamenti coesistono con la persistenza di concetti attinti dalla tradizione alchemica: mentre personalità autorevoli come Guillaume Francois Rouelle e Pierre Joseph Macquer credono ancora nella trasmutazione dei metalli vili in oro, l'immagine dell'alchimia che traspare dall'Encyclopédie di Diderot e d'Alembert è quella di un corpo di nozioni e pratiche sperimentali tutt'altro che estinto. I progressi sorprendenti della chimica tecnica e le sensazionali scoperte sulla natura dei gas minano però questo quadro, favorendo l'emergere di teorie della materia completamente nuove. È soprattutto il chimico francese Aritoine Laurent Lavoisier a fare da protagonista in questo mutamento di orizzonte. Se con gli esperimenti sulla natura composta dell'acqua Lavoisier sgretola definitivamente la teoria aristotelica dei quattro elementi, con la scoperta dei meccanismi che presiedono alla respirazione umana apre nuovi scenari, nella chimica come nella medicina. L'antologia propone una serie di testi rappresentativi di questi dibattiti e scoperte, documentandone lo sviluppo in modo da farne risaltare la straordinaria ricchezza culturale.
Matematica e immaginazione nel Rinascimento Angelini Annarita - Editrice Bibliografica, 2017 - Storie Della Scienza
"Un uomo, nato e formatosi nelle cosiddette scienze esatte, non comprenderà facilmente, dall'altezza della sua ragione intellettiva, che ci possa anche essere una fantasia sensibile esatta, senza la quale non sarebbe pensabile l'arte". Così scriveva Goethe alla fine del Settecento, ma già nel Rinascimento qualcosa di prossimo alla "fantasia sensibile esatta" era penetrato nella concezione filosofica occidentale al punto da rimettere in discussione i confini teorici tra scienza e arte. Determinante, tra XV e XVI secolo, la ricezione della tradizione neoplatonica per la quale la facoltà immaginativa, complementare e inseparabile dalla ragione, garantisce la possibilità alle forme concepite dall'anima di raggiungere i domini della sensibilità. Mentre la matematica si arricchisce della potenza produttiva della fantasia, le arti figurative con Brunelleschi, Leonardo, Piero della Francesca, Dürer, assumono la razionalità della geometria come condizione della loro stessa funzione rappresentativa. Un viaggio alla scoperta dei rapporti tra ragione e fantasia, scienza e arte, mistica e logica, che raggiunge, alle soglie del Secolo dei Lumi, la geometria di Desargues e la filosofia di Leibniz.