Libri di Anonimo
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- 9788898411252 Non omnibus datum. La cerca di sè
- 9788897301356 Racconti dalle Mille e una notte. Audiolibro. Formato digitale download MP3
Canzoni di crociata Anonimo Guida S. (Cur.) - Luni Editrice, 2025 - Medievalia
Le Canzoni di crociata francesi e provenzali qui raccolte, ci offrono una testimonianza viva e appassionata degli ideali e delle speranze, ma anche delle delusioni, delle angosce e dei timori che si agitavano dall'XI al XV secolo nell'opinione pubblica europea. Papi, vescovi e predicatori itineranti e numerosi poeti dei secoli XII e XIII intervennero nella propaganda a favore delle Crociate o negli accesi dibattiti che suscitarono le loro alterne vicende, giustificate, incoraggiate e criticate da movimenti d'opinione e correnti informative di notevole estensione e incidenza all'interno del perimetro ideologico, religioso, psicologico, culturale della societas christiana. Al centro di tutta questa produzione campeggia il profilo al tempo stesso terrestre e celeste della città di Gerusalemme, sospesa fra realtà e irrealtà, mito e storia. La città dove Cristo patì il supplizio e fu sepolto rappresenta per ogni cristiano, come immaginosamente proclama uno dei testi qui tradotti, un prezioso specchio da sottrarre agli infedeli prima che nelle loro mani esso si riduca in frantumi. I rovesci stessi ai quali i crociati andavano periodicamente incontro, erano spiegati con la scusa peccatis exigentibus hominum e costituivano punizioni e prove volute dall'Altissimo, per riportare sulla diritta via coloro che si dichiaravano suoi seguaci, ma di fatto subivano i richiami profani e terreni, impedendo di asportare il male dal mondo e di stabilire un idoneo e proficuo collegamento fra nazioni, istituzioni e compagini diverse, disposte e intenzionate a rifondarsi e svilupparsi con ideali e programmi nuovi.
La tavola ritonda Anonimo Heijkant M. (Cur.) - Luni Editrice, 2025 - Medievalia
"La tavola ritonda" (XIV sec.) è la più notevole rielaborazione in lingua italiana del Tristan en prose, combinato con ampie sezioni del Lancelot-Graal e della Mort Artu. È una biografia completa di Tristano (dalla nascita alla morte), inserita nella storia della nobile societas arturiana, che accoglie l'amante clandestino di Isotta per le sue alte virtù: prodezza, lealtà, cortesia, amore e carità. Lo spirito borghese dell'ignoto autore toscano si rivela nella lettura moralistica tipicamente comunale-cittadina della Tavola Rotonda, garante dell'ordine sociale e della pace, e nella connessione dei fatti d'arme di Tristano alla giustizia. La dialettica fra perfezione cavalleresca e colpa passionale dona alla trama il suo intramontabile fascino. L'eroe dalle mille maschere - musico-poeta, imbroglione, uomo selvaggio, folle - diventa il miglior cavaliere arturiano, prode e saggio, superiore a Lancillotto e (nel campo mondano) a Galaad. Il torneo di Loverzep segna la consacrazione definitiva di Tristano come il più grande dei cavalieri, e Isotta come la più bella delle donne. Il redattore indugia più volte sulla forza irresistibile del lovendrinc, che unisce gli amanti di Cornovaglia inscindibilmente nella vita, nella morte e nell'aldilà. Soppiantando la ragione e il libero arbitrio, è l'alibi che rende possibile l'esito cristiano della storia di questa coppia adultera. Fa da contrappeso Dinadano, il "Savio Disamorato", che critica l'amore distruttivo di Tristano, impazzito e imbestialito per gelosia. È l'eroe della parola arguta e ingegnosa, le cui mordaci battute fanno ridere i personaggi, mentre il suo buonsenso, improntato alla "ragion di mercatura", riconduce il lettore alla realtà.
Tristano Riccardiano Anonimo Heijkant M. (Cur.) - Luni Editrice, 2025 - Medievalia
L'anonimo Tristano Riccardiano è la traduzione più antica (fine '200) del Tristan en prose in Italia. Il romanzo toscano ci presenta, in uno stile conciso e di rara efficacia narrativa, le vicende più antiche della biografia di Tristano, dalla sua nascita fino al matrimonio con Isotta dalle Bianche Mani, seguiti dalle avventure nel Darnantes, culminanti nella liberazione di re Artù. Al centro della storia rimane naturalmente il suo 'folle amore' per Isotta la Bionda, nato dopo aver bevuto il fatale filtro. Anche se la passione peccaminosa si abbatte con tutta la violenza di un sortilegio invincibile, il traduttore insiste sulle gioie e sui piaceri degli amanti, goduti sulla nave, nella camera della regina e nel rifugio isolato nella foresta. Tutta una serie di agguati degli invidiosi alla corte di Tintoil è contrastata grazie all'astuzia della coppia clandestina. Molto spazio hanno le imprese epico-cavalleresche dell'eroe, bandito dalla Cornovaglia da re Marco. Si qualifica come saggio "condottiero" e pacificatore nella guerra in Bretagna e finisce per conquistare un posto eminente nella societas arturiana nel reame di Logres. L'interesse così fortemente rivolto al percorso positivo del protagonista, che incarna la sintesi di fortitudo e sapientia, potrebbe essere spia delle attese dell'emergente classe comunale-borghese cui l'opera era destinata. Lontano dal Tristano sovversivo in conflitto con l'ordine sociale dei romanzi in versi (e di cui indubbiamente rimangono tracce nel Tristan en prose), il Tristano del manoscritto Riccardiano rappresenta piuttosto il modello di comportamento cavalleresco-cortese.