Libri di Anne Applebaum
Bibliografia di Anne Applebaum: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Le Scie
La cortina di ferro. La disfatta dell'Europa dell'Est 1944-1956 Applebaum Anne - Mondadori, 2016 - Le Scie
Alla fine della seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica si trovò a controllare gran parte dell'Europa orientale, e i suoi leader, che avevano instaurato con pugno di ferro nelle varie regioni dell'ex impero zarista un regime totalitario, non esitarono a imporlo anche ai paesi europei caduti sotto la loro occupazione. Così il tallone sovietico subentrò a quello nazifascista, e in un arco di tempo straordinariamente breve l'Est europeo venne isolato dietro una "cortina di ferro" in un senso ben più che metaforico: a separarlo dall'Occidente erano barriere e recinzioni di filo spinato sorvegliate da uomini armati. E nel 1961, l'anno in cui fu eretto il Muro di Berlino, si sarebbe detto che quel possente sbarramento fosse destinato a durare per sempre. Anne Applebaum ricostruisce in dettaglio ogni fase dell'implacabile processo di stalinizzazione che travolse Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Germania orientale, Romania, Bulgaria, Albania e Iugoslavia, e che si realizzò attraverso il sistematico annientamento delle loro istituzioni: partiti politici, Chiesa, media e organizzazioni giovanili furono ben presto liquidati o messi al bando. In quest'opera di disarticolazione della classe politica e della società civile ebbe un ruolo fondamentale, accuratamente studiato già negli anni del conflitto, la polizia segreta, abile e spietata nell'individuare e soffocare ogni forma di opposizione o di potenziale dissenso.
Gulag. Storia dei campi di concentramento sovietici Anne Applebaum - Mondadori, 2004 - Le Scie
Anne Applebaum ricostruisce per la prima volta in modo completo e documentatissimo il sistema sovietico dei Gulag, dalla sua nascita subito dopo la Rivoluzione d'ottobre alla sua enorme espansione, al suo smantellamento negli anni Ottanta durante la glasnost' gorbacioviana. Ma soprattutto racconta quello che fu un "paese nel paese", quasi una civiltà sommersa dell'estremo nord dell'URSS, con leggi, tradizioni, cultura, lingua e persino un'etica autonome. E offre una descrizione accurata, talora straziante, della vita nei campi: parla dei prigionieri, dei comandanti e delle guardie. Ricordare e analizzare questa immane tragedia - soltanto in epoca staliniana gli internati furono circa 18 milioni - è perciò un dovere nei confronti non solo delle vittime ma anche del nostro futuro.