Libri di Luca Artioli
Bibliografia di Luca Artioli: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Agape
Il lato oscuro del centauro. 100 anni di Primo Levi Artioli Luca - La Vita Felice, 2019 - Agape
"L'opera di Luca Artioli è un pellegrinaggio poetico attraverso la vita di un uomo. Quest'uomo è Primo Levi. Il selciato di una simile strada è fatto di vetri rotti e va percorso a piedi nudi. Impossibile non ferirsi. Chi tenta di raccogliere tutti i vetri per ricomporli è un filosofo. Chi vi cammina a lato e li osserva è uno storico. Mentre chi vi passa sopra, consapevole di non potersi ferire mai abbastanza per arrivare fino in fondo al dolore, questi è un poeta. Coloro che nella propria incommensurabile sofferenza hanno detto «io là (ad Auschwitz) c'ero», hanno anche ammesso di non riuscire a comprendere. Perché, dunque, dovrebbe riuscirvi chi là non è mai stato? Né filosofo, né storico, né poeta possono spiegare l'inspiegabile. Ma qui non si tratta solo di comprendere, piuttosto di non dimenticare. Così il filosofo, lo storico e il poeta non possono tacere. Luca Artioli è tra coloro che non vogliono dimenticare i ricordi di chi là c'era. Ma di fronte a ciò che per la sua disumanità sfugge alla comprensione umana, vi sarà sempre qualcosa che non si può o non si sa dire. 'Il lato oscuro del centauro' è proprio ciò che Primo Levi non ha scritto. Né mai alcuna mano scriverà." (dalla premessa di Serse Cardellini)
La crudeltà dei deboli (premessa di un lager) Artioli Luca - La Vita Felice, 2017 - Agape
"Due differenti debolezze che stanno alle due estremità del coltello, traducibili come la crudeltà dei deboli (i carnefici) sui deboli (le vittime). Ma c'è, dunque, una vittoria nelle vittime? Luca Artioli, con la propria opera poetica, diventa un ulteriore "testimone di fede" (non di fatto) che a suo modo onora la vittoria delle vittime, ricordandole nei suoi pensieri e parole. Si potrebbe dire che Artioli, nel suo impegno di scrittore, fa ciò che è giusto seguendo il monito di Primo Levi, posto in apertura di "Se questo è un uomo", e cioè fa in modo di non dimenticare. (Dalla postfazione di Serse Cardellini). "Riconoscersi, dunque, non soltanto ricordare. Riconoscere che tutti noi siamo accomunati da un'identità collettiva, dolente o nolente, che ha commesso ignobili efferatezze, sebbene non risultiamo esserne i diretti colpevoli. È quindi questo l'intento con cui ho deciso di dare alle stampe il libro: consegnare al lettore uno strumento che abbia la velleità di scuoterne la coscienza, che possa invitarlo ad assumere una posizione responsabile, stimolandolo a promuovere una propria rielaborazione critica. Mettere a nudo le contraddizioni che resero possibile quanto accaduto, infatti, potrebbe aiutarci a evitare che, un giorno non troppo lontano, questo avvenga nuovamente." (L'autore)