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Immagini da meditare. Ricerche su dipinti di tema religioso nei secoli XII-XV Boskovits Miklós - Vita E Pensiero, 1994 - Arti E Scritture
"Immagini da meditare" raccoglie saggi dedicati ad una produzione artistica particolare, che oltre a dilettare l'occhio ed istruire la mente trasmette anche dei significati nascosti, non subito evidenti a chi guarda. Si tratta di dipinti che sono destinati ad una sorta di colloquio, possibilmente prolungato nel tempo, con lo spettatore. Gli utenti potenziali di opere di questo genere potevano essere persone appartenenti ai più alti strati della società, ad esempio uomini della corte dell'imperatore Federico II nel caso degli affreschi del Duomo di Anagni, ma anche gente semplice: membri di una comunità religiosa, come nel caso di dipinti eseguiti all'interno di un monastero o convento, oppure il vasto pubblico di fedeli ai quali un'iconografia particolare o una nuova interpretazione delle tradizionali immagini sacre poteva suggerire un approccio nuovo, diverso, ai singoli episodi della vita di Cristo o agli insegnamenti della Chiesa. Ne sono esempi numerosi dipinti del Beato Angelico o di Fra Filippo Lippi. Il discorso spazia tra il XII e il XV secolo, illustrando vari aspetti del produrre e dell'intendere l'arte tra il Medioevo e il Rinascimento, proponendo all'attenzione del lettore, oltre ad alcuni noti capolavori della pittura italiana, anche molte opere poco note o qui per la prima volta illustrate.
Galileo e i gesuiti. Miti letterari e retorica della scienza Battistini Andrea - Vita E Pensiero, 2000 - Arti E Scritture
Soltanto un logoro luogo comune pretende che il discorso scientifico sia fondato esclusivamente su algide e impassibili deduzioni razionali. La dialettica delle idee combattuta da Galileo e dai non meno agguerriti ricercatori della Compagnia di Gesù mostra al contrario come, pur entro un universo della precisione, agiscano le suggestioni delle risorse fantastiche ed emozionali. Il loro impiego mira, infatti, a potenziare l'istinto esplorativo con un'interrogazione della natura sorretta da un forte senso dell'avventura, ma insieme a rafforzare retoricamente il valore delle argomentazioni, il cui impatto agisce anche fuori della giurisdizione degli addetti ai lavori, alimentando l'immaginario della letteratura e delle arti. Dietro la rivoluzione scientifica di Sei e Settecento si gioca una partita più ampia sul terreno di una riforma spirituale da cui si vorrebbe il rinnovamento dell'epistemologia e, insieme, dei costumi e dell'etica. Va configurandosi un nuovo profilo di scienziato, votato allo studio dei fenomeni naturali e, insieme, attraverso la loro comprensione, all'esaltazione della gloria del Creatore, celebrata sia nella grandezza infinita del cosmo, sia nelle sue manifestazioni più quotidiane. Risalta, in tale profilo, la cifra barocca di un atteggiamento contraddittorio, oscillante tra il senso di smarrimento e di inadeguatezza dell'uomo dinanzi alla ricchezza del reale e l'orgoglio per le sue scoperte e per il progresso prodigioso delle nuove acquisizioni.