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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Domani

LIBRO   9788893801348

Divieto di sosta Ballerini Luigi   -  Aragno, 2021  -  Domani

«Esiste differenza, tra linguaggio e mondo? Quasi non pare, a leggere le poesie di Luigi Ballerini, tanto esse hanno radici intrise in multiformi manifestazioni di realtà (la quale tiene sulla sua pagina equanime Ugo Foscolo accanto a Walt Disney): filosofia, politica, scienza, mitologia, frantumi lirici, etimologia. Il risultato non è però un collage di identità di mondo: Ballerini tesse e ricuce le suggestioni su un telaio di filosofia organica, poggiato su basi ritmiche talmente ben accordate da sembrare canto spontaneo. L'ipotesi di canto ininterrotto pare confermata dal proseguire dei testi quasi uno nell'altro: diviso solo dal titolo, ciascun testo viene presentato senza maiuscole né punti iniziali e finali. A certi fortunati poeti accade che il mondo sprizzi linguaggio e che essi debbano solo tendere l'orecchio al suono proveniente dalle cose. Spiccia ironia inclusa, di ascendenza americana, poiché, a questi livelli di coscienza, alla poesia si dà lo stesso credito che alla natura. Dal mondo zampilla la gioia libera del linguaggio e la gioia stessa del mondo, d'essere linguaggio. Se la poesia è sempre traduzione di cosa invisibile, qui è traduzione pure di realtà, visto che ci imbattiamo in una dichiarazione d'intenti che chiude il cerchio della nostra domanda iniziale: secondo Ballerini l'artista produce «intuizioni necessarie al benessere dei concittadini». La «sosta vietata» cui fa riferimento il titolo è allora quella descritta nel 1963 da Pagliarani (nominato con amore e divertimento grandi), il temporaneo approdo di un poeta. Ma non è etico fermarsi troppo a lungo in uno stile, suggerisce Ballerini: la poesia è gettarsi a pescare e riportare al mondo idee nuove, è rischio e reinvenzione (del linguaggio, perciò del mondo). Bastino, come esempio, le pagine qui raccolte: mai uguali, sempre lanciate oltre l'ostacolo del proprio stesso «cuore», a fiutare il futuro, senza però abbandonare il grande corpo sommerso dell'esperienza, l'implicito magma del vivere, del quale le parole di Ballerini rappresentano punte, affilate e smaglianti.» (M.G. Calandrone)

€ 15.00
LIBRO   9788893800419

Strategia Bordini Carlo   -  Aragno, 2019  -  Domani

«Quando qualcuno parla, fa più chiaro», scrive la psicoanalista austriaca Hermine Hug-Hellmuth nel Diario di una giovinetta prefato da Sigmund Freud. Un libro «scritto per dire delle cose a una persona», dunque «per non impazzire» - come dichiara Bordini nella sua prefazione - fa rinsavire chi lo legge, perché punta un faro da ring sulla sua vita, non soltanto amorosa, ma di relazione. La tenace Strategia di Bordini è mettere in scena la confusione che segue all'apparir del vero, che presenta sé stesso in parvenza d'«amore», ma riverbera la sua ombraluce fino allo stato inerme dell'infanzia. Strategia è infatti scritto senza risparmio e non risparmia neanche l'autoavverarsi della profezia di morte (simbolica) all'avversario amoroso che, in questo caso, coincide col primo lettore. E pure noi, lettori postumi all'amore qui dato, riceviamo diretti in pieno viso, se mai una volta siamo stati investiti dallo spavento che chiamiamo «amore». Bordini prova a emanciparsi dall'ossessione trasferendo in contesto agonistico la «donna de lo schermo» dantesca, che ora diventa una «sparring-partner» ma poco dopo, nient'affatto salvo, scrive il nome dei nomi, mamma, con la voce che quasi gli fallisce per i singhiozzi, spostato nel tempo senza tempo della psiche Il seme del piangere di Giorgio Caproni - che, a sua volta, lavorava un seme dantesco. Con Bordini, che invoca la madre passando attraverso la perdita della donna amata, torniamo dunque due volte al padre della nostra poesia: una per via diretta (la «donna de lo schermo») e una per via indiretta (il piangere caproniano) ma, soprattutto, attraversiamo il confine tra così detta realtà e scienza interiore, tra follia e ragione, dunque tra vita e morte, conosciamo per negazione come in Montale («so chi non amo») e ritorniamo a noi come rinati, come sciacquati da una colonna d'acqua, per metà pianto e per metà futuro. Maria Grazia Calandrone

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