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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Filologia E Ordinatori
La Filologia dei testi d'autore. Atti del Seminario di studi (Roma, 3 -4 ottobre 2007) Brambilla S. (Cur.) Fiorilla M. (Cur.) - Cesati, 2009 - Filologia E Ordinatori
Il volume raccoglie gli atti del II° convegno della Società dei Filologi Italiani tenutosi a Roma, nel mese di ottobre dell'anno 2007 presso l'Università degli Studi Roma Tre, grazie all'iniziativa del Dipartimento di Italianistica. Gli incontri degli studiosi di Filologia hanno il preciso scopo di fare il punto sulla situazione della disciplina attraverso lo scambio d'informazioni e di opinioni, di raccontare frammenti del proprio lavoro e dare voce ai più giovani. Questo convegno, dal titolo "La filologia dei testi d'autore", rimette in pista, con una nuova formula ingegnosa, quell'aspetto della disciplina che nei manuali è iscritto sotto il titolo sbrigativo Filologia d'autore, che troppo spesso elide il messaggio di "testi passati per le mani dell'autore", cioè manoscritti o stampe maneggiati attraverso una vastissima gamma d'interventi documentati: primi getti, belle copie con varianti, varianti alternative o sostitutive, variazioni sospese e interrogative, redazioni multiple, doppie o triple stesure insieme a quelle nativamente in fieri e inventate forse per essere non-finite, come i Trionfi o le Grazie, bozze corrette e stampe in movimento, insomma tutto quanto sostituisce alla nozione statica di "opera" chiusa quella dinamica di "processo".
Compendium particulare artis ritmicae in septem generibus dicendi Baratella Francesco De Luca E. (Cur.) - Cesati, 2017 - Filologia E Ordinatori
Il volume propone un'edizione critica del Compendium particulare artis ritimicae in septem generibus dicendi, trattato di metrica scritto intorno al 1448, all'età di 16 anni, da Francesco Baratella, figlio del poeta loreggiano Antonio Baratella. L'opera - concepita e composta sotto l'egida di quest'ultimo - si colloca nella storia dei volgarizzamenti della Summa artis rithimici vulgaris dictaminis, scritta in latino dal poeta padovano Antonio da Tempo. L'appartenenza di entrambi gli autori all'area veneta non è casuale: sentendo il bisogno di comprendere i meccanismi e le regole di composizione della poesia provenzale prima, toscana poi, il Veneto produsse infatti vari tentativi di descrizione dei generi metrici più importanti proprio per mezzo di trattati-manuali che avevano lo scopo di portare un pubblico non istruito alla conoscenza dei princìpi rudimentali e delle forme della poesia volgare. Un bisogno interpretato dallo stesso compendio baratelliano, di cui il volume mette in luce caratteri e peculiarità, non ultime la tendenza del giovane autore ad attingere esempi poetici dalla produzione paterna e la presenza del primo, conosciuto, abbozzo di micro-rimario volgare delle origini.
L'anticrusca. Vol. 1 Beni Paolo Fornara S. (Cur.) - Cesati, 2026 - Filologia E Ordinatori
L'Anticrusca di Paolo Beni è un'opera importante nella questione della lingua, perché rappresenta in modo emblematico un atteggiamento di reazione ai criteri alla base della prima edizione del Vocabolario della Crusca (1612). Beni, il primo in ordine cronologico a levare la propria voce contro il canone di Salviati, sul quale si fondava il Vocabolario, contestava l'idea che la nostra lingua fosse nata pura, per poi corrompersi nel tempo; al contrario, sosteneva che fosse originariamente inculta e rozza, per diventare via via più regolata e gentile. Il volume offre un'edizione moderna della prima parte dell'Anticrusca, stampata nel 1612, completando la storia editoriale dell'opera, avviata con la trascrizione delle altre tre parti inedite curata da Gino Casagrande (1982). L'edizione è preceduta da un'introduzione che contestualizza l'opera nel dibattito dell'epoca e che propone una ricognizione finalizzata allo studio delle varianti di stato, secondo i criteri della textual bibliography.