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La chiave della teosofia Blavatsky Helena Petrovna Cusani E. (Cur.) - Astrolabio Ubaldini, 1982 - L'occulto
La Chiave della Teosofia è proprio quello che il suo titolo dice: una 'chiave' per accedere alla Théos-Sophia o 'Sapienza di Dio'. Tale scoperta, però, ha un carattere del tutto individuale e richiede una volontà di ricerca e di indagine che coinvolgono l'intelligenza e l'intuizione: lo 'Spirito' è universale e ogni uomo, pertanto, non ha uno Spirito, ma è spirito. Così lo studioso (non il ricercatore di erudizione, naturalmente, ma quello che lo è come lo erano i neoplatonici) vedrà che la sua ricerca lo conduce alla conquista della religione individuale (non all'individualismo), cioè alla conquista di sé, in quanto (e questa è la 'chiave' di tutto) è soltanto dal di dentro, dall'uomo interiore - il 'Theos' - che possono essere date le risposte vitali. La teosofia della Chiave insegna a sostituire l'idea del Dio antropomorfico (una proiezione dell'uomo) con quella della Causa Incausata che non si contrappone a nulla. Questo 'Dio' non nasce né muore; tutte le cose vanno e vengono, tra le due sponde del tempo e dell'eternità. Noi, tutte le creature, siamo questa realtà Unica, a tutti i piani o livelli del divenire; e dentro l'uomo sono sopite infinite energie che è possibile suscitare: ma per farlo, occorre imparare e conoscere chi siamo e che rapporti abbiamo con l'Universo in cui viviamo e con gli altri.
Raja yoga, o occultismo Blavatsky Helena Petrovna - Astrolabio Ubaldini, 1981 - L'occulto
Gli articoli contenuti in questo libro furono raccolti in volume dalla "Theosophy Company" di Bombay nell'edizione del 1931, ristampata nel 1977. Originariamente apparvero per la maggior parte nel Lucifer dal 1888 al 1891, a eccezione di un paio, apparsi sul Theosophist. La pubblicazione di questa raccolta di articoli va a colmare almeno in parte una lacuna, fornendo uno strumento per un primo approccio al pensiero di Helena?Petrovna?Blavatsky. La conoscenza di lei, che traspare dagli articoli qui raccolti, ha radici profonde e si rifà agli antichi insegnamenti psicologici sulla natura umana, sulla realtà dell'Anima e dello Spirito, sulla struttura del cosmo e dell'uomo. Blavatsky cerca di aiutarci a recuperare la nostra identità interiore, la nostra posizione di esseri liberi, pensatori e creatori del proprio destino; di riportare alla luce dalla profondità della nostra psiche la realtà dell'anima, con le sue grandi potenzialità evolutive, non più attraverso la fede cieca o attraverso aride proposizioni filosofiche, bensì per mezzo di una conoscenza pratica dei poteri e delle funzioni dell'Anima e dello Spirito.
La torre mistica dei tarocchi Blakeley John D. - Astrolabio Ubaldini, 1976 - L'occulto
Gli antichi saggi che idearono gli Arcani dei Tarocchi furono certo maestri nell'arte della comunicazione. Essi seppero individuare le inclinazioni più frivole dell'animo dell'uomo servendosene come veicolo per trasmettere un'enorme mole di sapere, che solo così poté scavalcare gli ostacoli del tempo e dell'oblio. Ma il successo di quegli antichi maestri non fu completo. Forse gli uomini dei secoli più recenti sono troppo cerebrali, meno sensibili alla corrispondenza naturale tra immagine e concetto; forse le immagini stesse hanno perso ormai con l'uso la loro immediatezza e non trasmettono più il loro significato. Quale che ne sia la ragione, e nonostante un'intensa ricerca e speculazione cui molti si sono dedicati nel diciannovesimo secolo, sembra che il sapere degli antichi maestri non sia trapelato fino a noi se non in modo confuso e frammentario.