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Per Giovanni Testori. Il teatro. Atti della giornata di studi all'Università Europea di Roma (16 novembre 2023) Becherucci I. (Cur.) Pierangeli F. (Cur.) Serafini C. (Cur.) - Paolo Loffredo, 2025 - Mosaic
All'analisi della forza deformante della lingua teatrale di Giovanni Testori (Silvia Lilli), anticipate dalla storia della vicenda della composizione e ricezione dell'Arialda (Silvia Zoppi Garampi), seguono coppie di interventi incentrati sulle suggestioni iconografiche nell'opera omnia testoriana (Carla Boroni) e, più in particolare, nella raccolta Il sacro monte di Varallo (Paolo Talone), sullo scarto e novità dell'Edipus rispetto al modello sofocleo (Simone Flocco e Giuseppe Varone), sulla speranza e sull'importanza del Maestro proposto dalla commedia opera omnia (Andrea Rossi e Isabella Becherucci). Il teatro oratorio dell'ultima stagione è riletto (Carlo Serafini) in conclusione di un volume che vuole essere un approfondimento di alcuni aspetti del teatro del Novatese, arricchito anche dalla particolare testimonianza degli attori Andrea Soffiantini e Filippo Lai.
Il viaggiatore metaforico. L'odeporica contemporanea e la scrittura di viaggio nell'opera di Antonio Tabucchi Bedin Cristiano - Paolo Loffredo, 2019 - Mosaic
Il viaggio è elemento essenziale nello sviluppo culturale di ciascun essere umano perché favorisce l'incontro con l'alterità e l'altrove. Ma in un'epoca come quella globale, in cui il mondo sembra essere divenuto un monolitico conglomerato spaziale e il turismo di massa si è sostituito al viaggio, molti si chiedono se sia ancora possibile narrare lo spazio. In questo dibattito si collocano alcune opere di Antonio Tabucchi che si ispirano a viaggi realmente compiuti, ma ricollocati in una dimensione dove realtà e finzione letteraria si mescolano e si confondono. Un'opera come "Donna di Porto Pim" - narrazione odeporica particolare e anomala - ne è un esempio. Infatti, in questo collage testuale il viaggiatore tabucchiano si inserisce in un mondo fatto di metafore e diventa egli stesso metafora di un girovagare realizzato prima di tutto attraverso la letteratura, dove ciò che si è vissuto si mescola a ciò che si è letto e oggetti concreti diventano metafore di un'epoca ormai perduta.