Libri di Giorgio Baffo
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Prossime uscite di Giorgio Baffo
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788863921397 Poesie de l'oseo
- 9788863921380 Poesie del culo e delle tette
- 9788863921373 Poesie delle monache
- 9788863921366 Poesie de la mona
Poesie Baffo Giorgio Chiara P. (Cur.) - Se, 2017 - Testi E Documenti
"Ultimo di una famiglia patrizia che risaliva al XII secolo, Giorgio Baffo nacque a Venezia il 1° agosto 1694 da Gio. Andrea e da Chiara Querini, e a Venezia morì il 29 luglio 1768. Fu sovrintendente alle Beccarie, camerlengo a Brescia e poi magistrato nella Quarantìa criminale per poco tempo. Il resto dei suoi settantatré anni lo visse tra il Ridotto, la Bottega d'Acque o gelateria dei Grigionesi a Santo Stefano, la Bottega di Caffè del Biricci in Calle dei Fabbri e la malvasia del Lazzaroni in Frezzaria, luoghi nei quali lo pedinava assiduamente Giovanni Battista Manuzzi, il confidente del Tribunale degli Inquisitori che denunciò anche il Casanova. «Il N.H. Zorzi Baffo» scrive il Manuzzi nella sua referta del 9 febbraio 1765 «ogni qual tratto ha delle nuove poesie da far sentire alle persone, le quali poesie sono vere empietà». Recitava, il Baffo, o leggeva, le sue sonettesse e i suoi madrigali, scritti su dei foglietti che teneva in tasca insieme alla pezzuola gialla da naso e alla tabacchiera, introducendosi nei crocchi o avvicinandosi all'orecchio degli amici libertini. Poi ciabattava verso un altro caffè o un'altra malvasia ad ingannare le ore della sua povera vita, allietata da qualche amore passeggero o soltanto dal sogno d'un amore, mai raggiunto. E più che altro dal gusto del parlare aperto, del chiamar le cose col loro nome, del fare scandalo per sollevare brutalmente il velo d'impostura che copriva i baccanali pubblici e privati di Venezia, «cité humide, sexe femelle de l'Europe», come Apollinaire vide la Serenissima, proprio attraverso la lente che il Baffo gli aveva porto, con un veloce passaggio di mano dall'uno all'altro secolo." (Dallo scritto di Piero Chiara)
Poesie Baffo Giorgio Chiara P. (Cur.) - Se - Testi E Documenti
"Ultimo di una famiglia patrizia che risaliva al XII secolo, Giorgio Baffo nacque a Venezia il 1° agosto 1694 da Gio. Andrea e da Chiara Querini, e a Venezia morì il 29 luglio 1768. Fu sovrintendente alle Beccarie, camerlengo a Brescia e poi magistrato nella Quarantìa criminale per poco tempo. Il resto dei suoi settantatré anni lo visse tra il Ridotto, la Bottega d'Acque o gelateria dei Grigionesi a Santo Stefano, la Bottega di Caffè del Biricci in Calle dei Fabbri e la malvasia del Lazzaroni in Frezzaria, luoghi nei quali lo pedinava assiduamente Giovanni Battista Manuzzi, il confidente del Tribunale degli Inquisitori che denunciò anche il Casanova. «Il N.H. Zorzi Baffo» scrive il Manuzzi nella sua referta del 9 febbraio 1765 «ogni qual tratto ha delle nuove poesie da far sentire alle persone, le quali poesie sono vere empietà». Recitava, il Baffo, o leggeva, le sue sonettesse e i suoi madrigali, scritti su dei foglietti che teneva in tasca insieme alla pezzuola gialla da naso e alla tabacchiera, introducendosi nei crocchi o avvicinandosi all'orecchio degli amici libertini. Poi ciabattava verso un altro caffè o un'altra malvasia ad ingannare le ore della sua povera vita, allietata da qualche amore passeggero o soltanto dal sogno d'un amore, mai raggiunto. E più che altro dal gusto del parlare aperto, del chiamar le cose col loro nome, del fare scandalo per sollevare brutalmente il velo d'impostura che copriva i baccanali pubblici e privati di Venezia, «cité humide, sexe femelle de l'Europe», come Apollinaire vide la Serenissima, proprio attraverso la lente che il Baffo gli aveva porto, con un veloce passaggio di mano dall'uno all'altro secolo." (Dallo scritto di Piero Chiara)