Libri di Romano Benini
Bibliografia di Romano Benini: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Eurinstant
Fare sviluppo. Welfare e politiche del lavoro per far crescere l'economia Benini Romano - Eurilink University Press, 2019 - Eurinstant
Far funzionare il mercato del lavoro è un presupposto affinché il sistema italiano possa riprendere a creare posti di lavoro. Per questo motivo è necessario rimettere al centro il tema delle infrastrutture umane e tecnologiche e delle politiche attive, che vedono l'Italia in forte ritardo rispetto alla media europea. In questo modo diventa possibile definire interventi in grado di collegare le misure sociali, gli interventi per la formazione e gli strumenti per la promozione dello sviluppo e del lavoro. Servono quindi riforme e politiche in grado di fare sistema, tenendo conto della necessaria valorizzazione dell'economia locale e della governance tra Stato e regioni, rimettendo l'investimento sulla persona al centro delle politiche per lo sviluppo e limitando il rischio di nuove forme di assistenzialismo. Il testo nasce da un confronto con i principali interlocutori e attori del mercato del lavoro italiano e costituisce, al tempo stesso, un approfondimento per una nuova stagione di politiche del lavoro e una proposta da sottoporre ai decisori dell'economia e della politica. Prefazione di Vincenzo Scotti Saggio in appendice di Sebastiano Fadda.
Da Corleone alla rete silente Benini Romano Scotti Vincenzo Sticca Silvia - Eurilink University Press, 2022 - Eurinstant
A trent'anni dalla stagione delle stragi di mafia e a pochi mesi dalle sentenze del processo d'appello sulla trattativa, l'ex ministro dell'Interno all'epoca del maxi processo e della strage di Capaci, Vincenzo Scotti, approfondisce alcune delle vicende della guerra alla mafia e riflette sulle caratteristiche con cui oggi si presenta il fenomeno mafioso. Nel libro, Scotti dialoga con Romano Benini, docente e giornalista, sulle vicende delle stragi di mafia, mentre, con il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini e la giurista Silvia Sticca si confronta sulle metamorfosi della mafia e della criminalità organizzata transnazionale e sulle riforme e sugli strumenti per poterle affrontare, oggi. Il passaggio da una mafia stragista a una criminalità che sembra agire oggi in modo silenzioso, secondo gli autori, cambia i modi ma non la sostanza del fenomeno mafioso, che continua ad agire come soggetto eversivo, che tende a riconfigurare le Istituzioni e l'economia, per poterle ricondurre ai propri fini. Per questo motivo Scotti, nel dialogo con Benini, si sofferma sulla guerra frontale alla mafia che si impose durante il periodo stragista e su come questa strategia di contrasto trovasse un'evidente contrapposizione con quella parte della politica che, anche in buona fede, riteneva opportuna una convivenza, una sorta di "pax mafiosa", anche per evitare stragi e violenze alla popolazione civile. Secondo gli autori, il terreno di cui la mafia si nutre è quello della relazione con il potere pubblico, con il mondo degli affari, degli appalti e della finanza e per questo motivo, nella loro natura eversiva, le attuali mafie dei colletti bianchi agiscono in modo meno palese ma non meno influente e continuano la loro azione di riconfigurazione delle nazioni e delle economie sul terreno globale. Un terreno, sottolinea la Sticca, su cui ai giorni nostri mafia e `ndrangheta agiscono come soggetti di primo piano. Questa mafia ha dimostrato negli anni una grande capacità di adattamento e, oggi, opera attraverso una "rete silente" ed è sempre e comunque un soggetto eversivo che mina le Istituzioni e che costituisce un tumore per la democrazia. Secondo Tartaglia Polcini, crimine organizzato e corruzione non possono più essere considerati mondi separati: non possono esistere mafie e crirninal net-works senza corruzione. Il nostro Paese, modello di riferimento mondiale nella prevenzione e repressione del crimine organizzato, anche transnazionale, deve affrontare in maniera decisiva la rivisitazione delle norme di contrasto a questa nuova mafia silente e mercatista, che si fa forte del potere economico corruttivo stabilmente infiltrato. Solo, infine, un efficace atteggiamento di vigilanza, prevenzione e repressione può contribuire a frenare - nel mondo - il riemergere di quella mentalità e cultura diffuse su cui le mafie contano sempre per poter inserirsi nelle istituzioni e nella politica.