Libri di Giuseppe Berto
Bibliografia di Giuseppe Berto: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Isole Nella Corrente
Prossime uscite di Giuseppe Berto
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791281519435 Il mare da dove nascono i miti
Elogio della vanità. Ediz. numerata Berto Giuseppe - Edizioni Settecolori (Milano), 2023 - Isole Nella Corrente
Nel 1965, un anno dopo il trionfo di critiche, di vendite e di premi di "Il male oscuro", Giuseppe Berto fu invitato dalla Rizzoli, di cui era ora l'autore di punta, a scrivere un libretto-strenna fuori commercio e destinato agli amici della casa editrice. In quell'arco di tempo, Berto aveva continuato - vanitosamente, è il caso di dire e per sua stessa ammissione - ad assaporare le fortune mediatiche di quel suo romanzo, il che lo spinse ad interrogarsi su cosa tutto ciò potesse umanamente significare. Nacque così "Elogio della vanità", un pamphlet sul «peggiore dei peccati», opera di un autore a lungo considerato «eretico», ma di cui era ormai impossibile disconoscere il talento. Dapprima «censurato» dalla stessa casa editrice, per alcuni rimandi critici all'attualità letteraria dell'epoca, poi andato più o meno casualmente perduto, l'Elogio è rimasto di fatto inedito per quasi cinquant'anni. In esso, attraverso lo specchio deformante della vanità, Berto immortala l'inutile agitarsi di una società, la nostra, orfana di qualsiasi criterio di discernimento e del furore della rivolta. Al liquefarsi di tutto, non rimane che combattere giorno per giorno per preservare dal maligno la propria coscienza. Il resto non è vanità, ma semplicemente «vano». Edizione numerata da 1 a 1000. Prefazione di Cesare De Michelis.
Il mare da dove nascono i miti Berto Giuseppe - Edizioni Settecolori (Milano), 2026 - Isole Nella Corrente
Un Berto inatteso e potentissimo: cronista, viaggiatore, osservatore partecipe. Dai primi viaggi nel Sud del dopoguerra alle trasformazioni degli anni Sessanta e Settanta, queste pagine attraversano Calabria, Basilicata e Puglia con uno sguardo netto, anti-retorico: la miseria come struttura, le riforme come promessa, il turismo che nasce quasi per caso, la modernità che porta benessere e insieme ferite al paesaggio e alle coscienze. È un libro che mette in scena luoghi, voci, gesti, contraddizioni. La scrittura è dolente ma mai querula, civile senza prediche, poetica senza cartoline. Nel solco della grande prosa d'inchiesta del Novecento, dialoga con Carlo Levi, con lo Sciascia «civile», con Piovene e con Pasolini e con i migliori inviati italiani del dopoguerra.