Libri di Giorgio Bertone
Bibliografia di Giorgio Bertone: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Opuscula
The end. Il finale dei film Bertone Giorgio - Il Nuovo Melangolo, 2014 - Opuscula
Come finisce "Via col vento"? Tutti in coro insieme con Rossella O'Hara: "After all, Tomorrow is another Day!" ("Dopotutto, domani è un altro giorno!"). E come inizia? Qui la memoria di solito ha qualche difficoltà. Mentre tutti ricordano gli incipit dei grandi romanzi (dall'Odissea ai Promessi Sposi a Moby Dick). Quanto il film s'identifica con il suo finale? Perché gli sforzi di registi e produttori si concentrano proprio sul the end? "This is the end/ Beautiful friend/ This is the end/ My only friend, the end/ Of everything that stands,/ The end...", canta Jim Morrison alla fine di "Apocalypse Now". E quante apocalissi private e collettive ritroviamo nei finali dei film? Forse i finali possono essere letti persino come forme di agnizione assoluta, epifania che svela qualcosa che ci riguarda, al di là del film e del suo significato? Allora il Finale è, per dirlo con Conrad, "The secret sharer": il nostro complice compagno di viaggio di lettori e spettatori.
Il volto di Dio, il volto di Laura. La questione del ritratto. Petrarca: Rvf XVI, LXXVII, LXXVIII Bertone Giorgio - Il Nuovo Melangolo, 2008 - Opuscula
In un passo famoso del Secretum Sant'Agostino rimprovera aspramente Francesco di essersi fatto eseguire da un illustre artista (Simone Martini) il ritratto di Laura, in modo da portare sempre con sé l'immagine dell'amata e avere occasione di infinite lacrime. La condanna del proprio comportamento peccaminoso nei riguardi del ritratto di Laura è una condanna anche del ritratto laico in quanto tale? Poteva una donna qualsiasi, - non una santa, non la Vergine -, essere trasposta in effige su una tavola o una pergamena? Qual è lo statuto del ritratto agli albori dell'epoca moderna? Qual è il rapporto tra ritratto e icona, tra volto dell'umano e volto del divino (la Veronica di "Movesi il vecchierel...")? Nel Canzoniere in generale e nei due sonetti di ringraziamento a Simone Martini per il ritratto ricevuto, non emerge, invece, alcuna condanna del ritratto. Solo una fenomenologia della "invenzione" (sonetto LXXVII) e della fruizione (sonetto LXXVIII): per la prima volta l'uomo moderno si confronta in una sfida aperta con la rappresentazione figurativa dell'amata e ne da conto preciso, entusiasta e drammatico. Con quali risultati? Con quali conseguenze e scoperte dentro l'archeologia della nostra cultura come civiltà dell'immagine?
Lessico per Natalia. Brevi «voci» per leggere l'opera di Natalia Ginzburg Bertone Giorgio - Il Nuovo Melangolo, 2015 - Opuscula
Natalia Ginzburg è una delle più grandi scrittrici italiane ed europee, secondo la critica nostrana e internazionale, anche quella più recente. Formidabile e solitaria narratrice, femminista in polemica con il femminismo, forte polemista, autrice di successo con "Lessico famigliare" (Premio Strega), ebrea senza ostentazione dell'origine, ma con una predilezione per l'ascolto e per la resa stilistica della parola orale, Natalia Ginzburg fu lodata da Eugenio Montale, da Cesare Pavese, suo amico, e da Italo Calvino. In una dozzina di brevi "voci" di lettura Giorgio Bertone ne ripercorre tutta l'opera in una nuova prospettiva, adeguata ai tempi e ai problemi d'oggi, consentendo anche di attraversare, per ampie citazioni di brani, il filo che lega tutta l'opera, lo stile, la vita di questa scrittrice di cui nel 2016 cade il centenario della nascita.