Libri di Bigatti
Bibliografia di Bigatti: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Ripensare Il 900
Comunicare l'impresa Bigatti G. (Cur.) Vinti C. (Cur.) - Guerini E Associati, 2010 - Ripensare Il '900
Nel periodo che va dalla ricostruzione postbellica alla fine degli anni Sessanta, la comunicazione di impresa in Italia, pur lontana dall'attuale grado di specializzazione professionale, conobbe approcci e strategie di grande interesse. In quegli anni, l'industria mise in piedi grandi uffici studi e propaganda, si rivolse ad artisti e designer, mobilitò energie intellettuali, editò riviste come "Pirelli" e "Civiltà delle macchine". Nel frattempo, l'influenza di saperi, tecniche e discipline provenienti dagli Stati Uniti generava singolari fenomeni di mediazione e negoziazione. Scritti a partire da prospettive disciplinari diverse, i saggi raccolti in questo volume ricostruiscono il modo in cui aziende come Eni, Finmeccanica, Italsider, Olivetti, Pirelli e La Rinascente crearono la propria immagine pubblica. Contemporaneamente essi parlano di una stagione particolare del rapporto tra impresa e cultura in Italia, una stagione che merita di essere esplorata con sguardo critico, al di là di ogni facile nostalgia.
L'altra fatica. Lavoro femminile nelle fabbriche dell'Alto Milanese 1922-1943 Bigatti Nicoletta - Guerini E Associati, 2008 - Ripensare Il '900
Il fascismo amava indicarlo come un modello di modernità industriale, e l'immagine dell'Alto Milanese non tradiva certo questa descrizione: una miriade di fabbriche piccole e grandi ne ricopriva il territorio, non lasciando quasi spazio alla pratica dell'agricoltura. Fabbriche tessili, soprattutto, dove decine di migliala di donne, ogni giorno, consumavano La loro fatica. Proprio a queste donne è dedicato il lavoro di Nicoletta Bigatti, che attraverso una lunga ricerca tra le fonti archivistiche più svariate e un'attenta e partecipata raccolta delle testimonianze delle protagoniste ha ricostruito la loro vita di mogli, madri e lavoratrici in una società che ben poco spazio ed attenzione dedicava a questa fatica "al femminile". Ne risulta un racconto vivo, un racconto non della "storia" in astratto, ma di tante "storie" piccole e sconosciute, non per questo meno importanti e significative.