Libri di Bona
Bibliografia di Bona: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Passage
Il bosco dei baci spenti Bona Giorgio - Besa Muci, 2025 - Passage
Alta Val Susa, 1948. In un crepaccio viene trovato un cadavere, ormai irriconoscibile. Poco tempo prima, da Salbertrand, sono scomparse due persone: un uomo e una donna. Uno è Giuseppe, Bepi, scampato miracolosamente dalla campagna di Russia e tornato con l'animo carico di rancori e di segreti. La donna è la suocera, Gisella, pettegola e frivola. Prima della chiamata alle armi, Giuseppe si unisce in matrimonio con Bianca. Sono i genitori dei due ragazzi a tirare le fila, convogliandoli verso un'unione che non li convince appieno. Giuseppe è il più diffidente e sembra fiutare qualcosa che non scorre per il verso giusto. Lei si mostra più accomodante, apparentemente fa andare bene le cose soltanto per accontentare la madre. Il racconto si snoda tra flashback e voci in presa diretta, seguendo la pista dell'indagine. I luoghi sono quelli indomiti e selvaggi intorno a Salbertrand, in Val Susa, e in questo scenario Bona ci racconta il dramma degli inganni: amore, fiducia, incoscienza, tradimenti, sparizioni, omicidi, dove la trama si complica e si tesse di intrigo e di mistero.
Chiedi alle nuvole chi sono Bona Giorgio - Besa Muci, 2022 - Passage
Ha la scorza dura il vecchio Pipin Bonaveglia detto "il barba", ha fatto la grande guerra, ha cercato di tirare a campare arrangiandosi come fanno i poveri cristi, ha sposato Esterina, messo al mondo Nico il Cit, poi è emigrato in Venezuela per unirsi al fratello Necu e lavorare per un fazendero. A Caracas lo aspetta un tragico destino: Necu viene ucciso a colpi di machete dal suocero contrario al matrimonio della bella figlia Mercedes con l'italiano, e Pipin finisce a Cartagena nel carcere Palomo dal quale fugge con l'aiuto del suo datore di lavoro in cambio della buonuscita. Tornato in Italia, a Salbeltrand nella Val di Susa, Pipin non si dà per vinto e tra alterne vicende dolorose - la perdita della moglie, molti affari andati male e continue sopraffazioni dai malviventi del luogo - riesce a vivere del povero patrimonio di una fattoria "spersa tra le montagne".
Ciao, Trotzkij Bona Giorgio - Controluce (Nardò), 2017 - Passage
I racconti che Giorgio Bona ha raccolto in questo volume possiedono tutti il tratto comune della frase breve e pregna di senso, del dire tanto con poco. I racconti "piemontesi" della raccolta sembrano quelli sui pionieri americani, arrivano direttamente da un mondo caotico e mitico, popolato da contadini parsimoniosi e grandi lavoratori, taciturni, ossessionati dai soldi e dal sesso, dalle infedeltà che in un mondo così naturale arrivano e si consumano con le stagioni. Dalla battaglia di Marengo del 1800 agli scontri sindacali durante il Fascio, Bona ci conduce attraverso una campagna piemontese affollata di fantasmi, di miseria, di animali da vendere e a cui badare, di terra da coltivare. La lingua è un italiano secco e preciso, improvvisamente assalito, qua e là, da frasi in alessandrino, il dialetto piemontese più difficile da capire dai piemontesi stessi. Questa scelta è però obbligata: le storie che vengono raccontate non possono letteralmente fare a meno di possedere una percentuale di selvatichezza non aggiustata, premoderna.