Libri di Bono
Bibliografia di Bono: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Il Riccio E La Volpe Studi
Storicità e storia della sociologia Bonolis Maurizio - Franco Angeli, 2007 - Il Riccio E La Volpe. Studi
Un profilo di storiografia sociologica ricalcato sul postulato metodologico, weberiano e crociano, secondo il quale solo un interesse della vita presente può muovere a indagare un fatto passato. In base a tale impostazione è da escludere la possibilità di perseguire l'unicità di "una" storia della sociologia, ricostruita cioè, narrativamente, nel nome di una qualche "oggettività storica". Le teorie sociologiche qui prese in considerazione rientrano in una considerazione unitaria che ravvisa proprio nella questione della sensibilità storica del procedimento concettuale il suo principio di scomposizione e analisi dei sistemi di pensiero esaminati. La tesi è che lo sguardo della teoria sociologica al proprio contesto storico di riferimento ne condizioni metafisicamente gli assunti di base, fino a quando però tale incidenza si risolve in una concezione dell'agire sociale che risolve la dicotomia classica individuo-società nella nozione di attore sociale. In questo senso vi sono sviluppi e orientamenti contemporanei che meritano particolare rilievo, mentre alcune ulteriori dicotomizzazioni concettuali, quali l'opposizione attore-struttura e quella micro-macro, appaiono inutili e soprattutto vani tentativi di superamento del sistema parsonsiano.
Uomini e capre. Paradosso dell'indistinzione. Verso una nuova metafisica delle scienze sociali Bonolis Maurizio - Franco Angeli, 2016 - Il Riccio E La Volpe. Studi
I macrofenomeni sociali sono caratterizzati dall'evidenza di proprietà riguardanti la loro dimensione di insieme, cioè indipendenti dalle proprietà delle unità di azione che li compongono. Ma è più giustificato dire che, in realtà, certe proprietà delle unità di azione rimangono semplicemente nell'ombra, mentre l'autonomia fenomenica del dinamismo macro è sostenibile solo muovendo da un'assiomatica delle unità di azione, che si sostituisce a quelle proprietà. Senza questa operazione analitica, più o meno esplicita, non si spiegherebbe quel dinamismo. Esso presuppone che gli attori si muovano in base a certi criteri, che esso rinforza ma che non sono da esso creati. I macrofenomeni, in particolare, possono assumere due forme, quella dell'aggregazione e quella dell'emergenza, rispettivamente interpretabili in base a un'assiomatica del primato dell'interesse individuale e a quella del primato delle emozioni collettive. Le due linee costitutive dei fenomeni macro portano a modelli di comportamento ugualmente (e paradossalmente) caratterizzati dall'indistinzione. Ne discende, quando è in atto tale orientamento di ricerca, un sostanziale indebolimento dei confini di pertinenza dell'analisi sociologica. Tenendo ferme certe assiomatiche del comportamento, chiunque può effettuare previsioni e simulazioni inerenti a fenomeni di tradizionale pertinenza sociologica. Perché, in base a quelle assiomatiche, gli uomini si muovono come capre.
Dialettica della cultura e della comunicazione Bonolis Maurizio - Franco Angeli, 2013 - Il Riccio E La Volpe. Studi
Il filo conduttore degli argomenti esplorati nel volume è il principio della inafferrabilità della cultura. Questa espressione si riferisce alla insuperabile tensione che caratterizza il rapporto tra le due dimensioni costitutive dei fenomeni culturali: da un lato il loro darsi come "forme", sul piano estetico come su quello funzionale, dall'altro il negarsi come "forme", in una continua ricerca che fa della cultura un "processo", un mondo in trasformazione, il cui esito, transitorio, è quello della costituzione di "forme" nuove. Non si tratta di discontinuità (alternanza), nel senso della contrapposizione tra due "stati" del sociale, ma di duplicità: di un'antinomia contestuale, sempre presente. Per Georg Simmel, una dialettica di questo genere appartiene, più in generale, alla vita stessa, con riferimento alla quale la cultura designa, in opposizione alla processualità della vita e al suo destino mortale, l'esperienza della "durata". Su identiche basi, Alfred Kroeber concepisce la cultura in termini di "eredità" (superorganico), includendovi tutti quegli elementi, materiali, ideali, normativi che resistono al tempo come se vivessero di vita propria, imperituri. Il testo mostra come, in realtà, tale dinamismo antinomico ("forma" e "processo") si ritrovi, appunto, anche all'interno dei fenomeni culturali, ma con una differenza che, di fatto, capovolge il pessimismo romantico di Simmel.