Libri di Brancati
Bibliografia di Brancati: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Le Occasioni
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788836818891 Il signor Procharcin
I fascisti invecchiano seguito da «Le due dittature» Brancati Vitaliano - Passigli, 2025 - Le Occasioni
Apparso nel 1946, a pochi mesi dalla fine della Seconda guerra mondiale, I fascisti invecchiano raccoglie una serie di elzeviri che Vitaliano Brancati pubblicò a partire dal febbraio 1945 su «La Città Libera» e «Risorgimento liberale». In queste pagine ritroviamo molti temi che saranno centrali in opere successive come Il bell'Antonio o Paolo il caldo, ma il loro pregio principale sta forse nell'impietosa analisi - e autoanalisi - degli anni della dittatura, arrivando a individuare in maniera estremamente lucida le contraddizioni di un popolo che non ha mai saputo fare davvero i conti con il fascismo e che persevera nei suoi difetti e nelle sue più meschine abitudini: la delazione, la nostalgia per l'ordine, la populistica ricerca dell'"uomo forte", l'idea paradossale, ma sempre reiterata, che "si stava meglio quando si stava peggio"... La lettura di questi articoli, ancora oggi ben attuali, stimola i lettori a porsi una domanda precisa e sempre scomoda: i governi cambiano, ma gli italiani? Completa la nostra edizione il raro scritto Le due dittature, che riproduce l'intervento di Brancati a un dibattito pubblico sul tema "Diversità e Universalità" tenutosi a Parigi nel 1952, nel quale lo scrittore mette a confronto le dittature di destra e di sinistra, analizzando con estrema lucidità le "ragioni" di ogni totalitarismo.
Il vecchio con gli stivali Brancati Vitaliano - Passigli, 2025 - Le Occasioni
Pubblicato nel 1944 sulla rivista «Aretusa» e in volume l'anno successivo, Il vecchio con gli stivali - da cui venne tratto il fortunato film Anni difficili (1948) di Luigi Zampa, con Brancati tra gli sceneggiatori - illustra meglio di qualunque trattato il rapporto tra la piccola borghesia italiana e il fascismo, e lo fa con l'ironia di cui Brancati è maestro indiscusso. Il modesto impiegato comunale "avventizio" Aldo Piscitello, totalmente indifferente alla politica, viene costretto dal podestà a iscriversi al Partito Nazionale Fascista per non perdere il posto di lavoro. In seguito, la sua ambiziosa moglie, desiderosa di ottenere il lauto sussidio promesso dal partito ai "fedelissimi", trova il modo di far figurare il travet tra gli "squadristi", ovvero i fascisti della prima ora. Costretto a partecipare a manifestazioni e adunate, Piscitello si scopre sempre più lontano dal fascismo e sviluppa un odio profondo nei confronti di quei rituali, ma quando finalmente il regime cade lo attende un tragicomico destino... Come scrive Leonardo Sciascia nel suo articolo del 1948 "Brancati e la dittatura" (ripubblicato in appendice a questa nostra edizione): «... basta quello stivale a rendere la pena di quegli anni, lo stivale che Piscitello porta alle adunate come un cilicio. È tragico che un uomo debba ogni sabato mettersi un paio di stivali, se vuol conservare il posto; più tragico di quel che può sembrare. Si può sorriderne, ma a patto di essere decisi a non tollerare più stivali».