Libri di Marzia Bristol
Bibliografia di Marzia Bristol: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Scritture
Kafka senza zucchero Bristol Marzia - Italic, 2018 - Scritture
Tre storie che virano sul giallo, tre donne protagoniste. In Kafka senza zucchero una giovane libraia, Giulia, ha l'abitudine di offrire ai propri clienti un tè perfettamente "intonato" al libro prescelto. Conosce Eros, intrigante ed enigmatico. Coinvolta in un omicidio, sarà costretta a prendere coscienza dei propri sentimenti, a dispetto di ogni rassicurante certezza. In Chiudi gli occhi è la volta di Alice, che lavora in un'impresa etica e si è creata alcuni nemici per la sua integrità professionale. Prigioniera del ricordo della bellissima voce di uno sconosciuto, che le ha fornito un appoggio insperato nel momento in cui è finita la sua lunga relazione con Robbie, Alice si rende conto di essere il denominatore comune di due incidenti a dir poco sospetti, e di dover fronteggiare un pericolo temibile e insidioso. In Rosso emicrania Viola alterna la propria esistenza - sempre alle prese con qualche problema di salute - tra lo studio medico in cui lavora e la biblioteca, luogo in cui può soddisfare la sua inesauribile passione per la lettura. In questo racconto si intrecciano un omicidio inquietante, un libro singolare e una vecchia compagna della protagonista - la sua emicrania -, che svolgerà un ruolo determinante nella soluzione del caso.
L'ultima lettera Bristol Marzia - Italic, 2019 - Scritture
«"L'ultima lettera" è una sorta di autobiografia contenuta in venti racconti, talora brevissimi; schegge di vita che tracciano un profilo volutamente incompleto e talvolta contraddittorio di me stessa. Non ne esco particolarmente bene; non era quello il mio scopo. Il mio scopo, l'unico che abbia mai davvero avuto da quando scrivo, è dedicare un libro alla mia migliore amica, morta in giovanissima età. Quando ho capito come la mia vita sia stata plasmata persino dalla sua assenza, mi è sembrato naturale ristabilire un ordine nei ricordi, individuare nel percorso compiuto una verità più profonda, concedermi l'opportunità catartica di gridarla a gran voce - perché questo significa scrivere di se stessi. L'ultima lettera è una sorta di vassoio di tartine della memoria da condividere idealmente con chi, in fondo, non mi ha mai lasciato.»