Libri di Buber
Bibliografia di Buber: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Il Pellicano Rosso Nuova Serie
Amicizia nella Parola. Carteggio Rosenzweig Franz Buber Martin Bombaci N. (Cur.) - Morcelliana, 2011 - Il Pellicano Rosso. Nuova Serie
Nel genere dell'epistolario si rivela l'intensità argomentativa dei grandi pensatori. Qui due maestri della filosofia come 'dialogo' - Rosenzweig e Buber - mettono a nudo l'intima corrispondenza come esercizio filosofico. Un esercizio all'insegna dell'amicizia e della reciproca discepolanza: aver cura delle proprie radici ed essere l'uno maestro dell'altro, nel solco della tradizione di Israele, significa anche essere condiscepoli nell'avventura di una nuova traduzione tedesca della Bibbia ebraica - che Buber dovrà continuare da solo dopo la scomparsa dell'amico. Il dialogo è talmente 'vivo' da dissolvere lo schema che concatena una missiva con la sua risposta: sfugge ai nostri occhi fino a oscurarsi il rapporto io-tu, ma pure se invisibile rivela il profondo intreccio con l'Alterità: "Perché, come potrebbero essere i gomitoli aggrovigliati l'uno all'altro, se quell'altra Mano non li avesse legati insieme per una estremità'". Le lettere si inanellano in una ideale conversazione che riproduce le pause e le accelerazioni, la condivisione e il dissenso concettuale, l'armonia e le fratture di cui si alimenta il legame dell'amicizia.
Religione come presenza Buber Martin Ferrari F. (Cur.) - Morcelliana, 2012 - Il Pellicano Rosso. Nuova Serie
"Religione come presenza" è il testo delle lezioni di Martin Buber tenute nel 1922 a Francoforte e qui per la prima volta tradotte, ma anche la cellula originaria della sua filosofia della religione espressa in forma compiuta, pochi mesi dopo, in "Io e tu". Seguendo il movimento dialettico con cui Buber descrive religione e religiosità, si può scrutare qui una prima formulazione del concetto di "presenza" quale a priori della stessa "relazione": presenza di Dio nel mondo (Shekinah), presenza di Dio nell'uomo, presenza dell'uomo a se stesso. È la "fedeltà al presente", in questo triplice senso, a rendere possibile attraverso lo spirito una umanità invisibile unita nella comune religiosità. Una prospettiva che permette di riaffermare, al di là del contesto storico, l'universalità della religione, presente in ogni sua scintilla.
La passione credente dell'ebreo Buber Martin Bombaci N. (Cur.) - Morcelliana, 2007 - Il Pellicano Rosso. Nuova Serie
Nei due scritti qui raccolti - La fede dell'ebraismo e I fuochi dell'anima ebraica -- Buber riassume la sua visione dell'ebraismo. Nel primo si sottolinea il carattere di abbandono esistenziale proprio della fede/fiducia dell'ebreo ed è posto in evidenza come si delinea il dialogo lo-Tu tra l'uomo e l'Eterno, con notazioni sul problema del male e sul carattere concreto che ha in questa fede la conversione, ben diverso da quello che attiene alla metanoia proposta dal cristianesimo. Nel secondo saggio l'autore ravvisa i due fuochi dell'anima ebraica nei paradossi propri della emunah, ovvero della esperienza di fede vissuta dall'ebreo: il rapporto con l'Uno, trascendente eppure vicino all'uomo, e il mistero per il quale, sebbene la potenza redentrice dell'Eterno agisca dappertutto e incessantemente, il mondo non è ancora redento. Il fedele ebreo assurge qui a paradigma di colui che è capace di accogliere senza riserve la Rivelazione.