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Le avventure burlesche del signor Dassoucy Coypeau Dassoucy Charles - Luni Editrice, 2024 - Caffè Letterario
Le avventure burlesche del Signor Dassoucy, considerato da Giovanni Macchia "il più avventuroso romanzo del Seicento", costituiscono un momento altamente significativo della narrativa burlesca francese del periodo. Musicista e poeta, amico di Molière, libertino, fu condannato dall'Inquisizione a Roma "per blasfemie e proposizioni ereticali" e perseguitato dai tribunali francesi per la sua omosessualità, Charles Coypeau Dassoucy è forse tra gli eredi più scapestrati di Rabelais. Più volte imprigionato e creduto morto, l'autore traspone nella sua "autofinzione burlesca" alcune delle tribolazioni che quasi gli costarono la vita, lo rovinarono e distrussero la sua reputazione. Attraverso il "racconto meraviglioso" delle sue disgrazie, Dassoucy lavora per ricomporre la sua memoria, attuando, al di là dell'apparente arbitrarietà del racconto, un doppio schema di trionfo e di riappropriazione dell'autostima associata a una profonda consapevolezza delle proprie "sorgenti intime" che permettono, all'eroe-narratore, di resistere a queste prove mortali: per questo motivo le Avventure burlesche possono essere definite in senso letterale come una storia di sopravvivenza basata sullo schema narrativo del trionfo che ripara la disgrazia. Il romanzo della sua vita offre, accanto a scorci d'ambiente della Corte di Francia e d'Italia, uno spaccato di vita popolare - prezioso anche perché piuttosto raro - dove protagonisti sono i musici, i comici, i vagabondi, i folli, i bari e i lestofanti, visti attraverso la lente di un linguaggio che alla vena iperbolica di Rabelais unisce la più sottile e controllata ironia polemica del "Grand Siècle".
Adolphe Constant Benjamin - Luni Editrice, 2026 - Caffè Letterario
Pubblicato nel 1816, Adolphe è la storia di un folle amore, un'analisi, in anticipo sui suoi tempi, dei paradossi e delle contraddizioni di una relazione. Il protagonista, Adolphe, è in cerca di emozioni e decide di innamorarsi, soprattutto per sfuggire alla sua noia esistenziale. Ma il rapporto che inizia con Ellénore, forse più per soddisfare la propria vanità che per convinzione, presto si trasforma in un legame ossessivo per entrambi. Constant svela poco a poco, con tocchi rapidi, ma capaci di rivelare tutte le sottigliezze dei giochi psicologici, il destino di una passione assoluta, esclusiva, che finisce, quasi suo malgrado, per sfidare le convenzioni sociali e l'autorità. Ma mentre i suoi protagonisti sono trascinati da un'emotività estrema, lo stile di Constant rimane sempre sobrio, concentrato solo sull'essenziale. È questa lucidità uno dei segreti che rendono il romanzo sempre attuale e ne hanno fatto un punto di riferimento per gli scrittori moderni. Per i suoi personaggi ambigui e inquieti, per il suo individualismo, Constant fu criticato dai suoi contemporanei; il Romanticismo era agli inizi, e il libro andava del tutto controcorrente rispetto al gusto del tempo. Il romanzo fu probabilmente ispirato dalle sue relazioni con diverse donne che furono fondamentali nella sua vita, soprattutto quella con Madame de Staël; ma Adolphe supera qualsiasi autofiction, per comporre un capolavoro di osservazione sociale e psicologica, in cui la protagonista Ellénore, si rivela come uno dei più grandi personaggi femminili della letteratura occidentale.
Sam Dunn è morto. Racconto insolito Corra Bruno - Luni Editrice, 2026 - Caffè Letterario
Sam Dunn è morto è uno dei testi più insoliti della narrativa d'avanguardia italiana. Nato nel clima del primo futurismo e pubblicato nel 1917, occupa un posto singolare nell'opera di Bruno Corra: non solo per la sua audacia inventiva, ma per la capacità di spingere il gusto futurista per l'energia e la rottura entro un territorio più ambiguo, dove il comico, l'occulto e l'assurdo si intrecciano in modo imprevedibile, e ciò che maggiormente colpisce a una lettura più attenta, è soprattutto la sua natura laterale, quasi eccentrica rispetto alle più riconoscibili posture del futurismo. In queste pagine non domina soltanto l'ebbrezza della velocità o il culto dell'energia: si apre piuttosto uno spazio ambiguo, perturbante, in cui il reale si incrina sotto l'azione di una forza oscura e insieme beffarda. La figura di Sam Dunn, collocata in un futuro prossimo e improbabile, non è tanto quella di un eroe, quanto di un principio di alterazione: attorno a lui l'ordine abituale delle cose si decompone, la normalità si espone all'irruzione dell'anomalo, e la vita moderna rivela, sotto la sua superficie regolata, un fondo di instabilità che sfiora il delirio: attorno a lui la realtà quotidiana viene invasa da scarti, deviazioni, esplosioni di bizzarria. Corra non costruisce una trama futuristica fondata soltanto sulla macchina o sulla velocità: preferisce orchestrare una catena di eventi eccentrici e deformanti, che trasformano il mondo in un laboratorio di irrealtà. Ed è proprio qui che risiede la forza del libro. Sam Dunn è morto è un romanzo "sintetico" nel senso più radicale del termine: rapido, essenziale, teso a cogliere solo ciò che è necessario all'urto dell'invenzione. Corra non costruisce una semplice fantasia futurista: mette in scena una crisi della percezione, una disarticolazione del consueto, affidando alla rapidità della forma un effetto di straniamento continuo; dietro questa concisione non c'è soltanto la provocazione formale, c'è una poetica dello straniamento, l'idea che sotto la superficie banale del reale si aprano improvvisamente crepe da cui affiorano il mistero, la follia, il riso, la vertigine. Per questo il testo conserva ancora oggi una modernità sorprendente. Più che un semplice documento del futurismo, appare come un'opera di confine: beffarda e visionaria, sospesa tra satira, fantasia e una libertà immaginativa che sembra già guardare oltre il futurismo stesso. È questa la qualità più viva del libro, e forse anche la ragione della sua persistente attualità.