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Marie Taglioni e Giselle in Italia. Migrazioni e traduzioni del balletto romantico nell'Ottocento. Nuova ediz. Cervellati Elena - Ephemeria, 2024 - I Libri Dell'icosaedro
Marie Taglioni e Giselle: il nome di una danzatrice (Stoccolma 1804 - Marsiglia 1884) e il titolo di uno spettacolo (Parigi 1841) leggendari, ovvero due eterogenei oggetti culturali che identificano immediatamente il balletto ottocentesco, gli interpreti d'eccezione, il romanticismo in danza, il fantastico. Creature nate artisticamente in Francia, diventano celebri in tutta Europa attraverso un processo migratorio che da sempre appartiene al mondo dello spettacolo. Giungono in Italia e vi rimangono nel medesimo arco temporale, tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta del XIX secolo, subendo una necessaria traduzione interculturale che le trasforma, rispettivamente, in Maria e in Gisella. Sono quindi entrambe protagoniste di un processo complesso, che mette in campo temi ampi, come quelli dell'autorialità nell'ambito dello spettacolo dal vivo, della trasmissione della danza, dell'identità culturale e nazionale. Il volume attraversa quindi eventi, pratiche e pensieri che oggi emergono a partire da un approfondito confronto con documenti d'epoca (libretti, cronache, testimonianze, iconografia), per tratteggiare un vivo quadro della danza teatrale italiana intorno alla metà nell'Ottocento e del contesto culturale che la accoglie e la rende possibile.
La danza in Italia nel Novecento e oltre: teorie, pratiche, identità Cervellati E. (Cur.) Taddeo G. (Cur.) - Ephemeria, 2020 - I Libri Dell'icosaedro
Il volume raccoglie gli atti del convegno internazionale di studi 'La danza in Italia nel Novecento e oltre: teorie, pratiche, identità', che si è svolto presso il Dipartimento delle Arti dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna nel marzo 2019, nell'ambito delle attività organizzate dal Centro La Soffitta. L'evento intendeva interrogare alcuni snodi della storia della danza italiana nel secolo scorso e oggi, ponendosi al crocevia fra la dimensione delle teorie e quella delle pratiche artistiche e organizzative. Per questa ragione, agli interventi affidati a studiosi e critici il convegno ha affiancato contributi performativi di danzatori e coreografi, oltre a un momento di confronto con operatori attivi nel panorama attuale della danza italiana. Di tutte queste voci si vuole serbare una traccia in questo volume, nel quale le riflessioni di taglio storico, concentrate sul periodo compreso tra l'inizio del Novecento e gli anni Ottanta, dialogano quindi con gli studi sulla creatività e sulla memoria del contemporaneo, con le indagini legate alla critica e alla ricerca scientifica e, non da ultimo, con il discorso in prima persona di artisti e operatori.
Danza, cultura e società nel Rinascimento italiano. Ediz. ampliata Casini Ropa Eugenia Bortoletto Francesca - Ephemeria, 2007 - I Libri Dell'icosaedro
La storiografia più recente riconosce la danza come crocevia di apporti culturali complessi e intrecciati, luogo d'incontro di pulsioni biologiche e culturali che si manifestano in tecniche del corpo, deposito di visioni filosofiche, usi sociali, tradizioni rituali e che pretendono un'esplorazione penetrante e multidisciplinare, mettendo in gioco, accanto a quelli tradizionali, strumenti propri degli studi sulla cultura. La danza del Rinascimento italiano acquista, cosè, uno spessore e una ricchezza di sfaccettature spesso ignorate o impreviste, che inducono all'individuazione di nuove fonti o ad una rilettura di quelle canoniche e si rivela oggetto e indicatore culturale di rilevanza ancora non pienamente esplorata e valutata. Gli studi di questo volume spingono il fulcro del loro interesse oltre la pura analisi e interpretazione delle fonti trattatistiche e descrittive della danza di corte, di solito prevalentemente studiate con intenti ricostruttivi, come testimonianze di gusto e di stile elitario di un'epoca illustre e come nuclei generativi della futura arte del balletto. Partendo proprio dai depositi di memoria costituiti dai trattati quattrocenteschi, intraprendono una non agevole ma illuminante indagine sugli uomini - trattatisti e maestri - e sui loro ambienti, cosè come sui diversi contesti sociali e culturali e le loro interazioni nella concezione, nella pratica e nella trasmissione della danza. Travalicando l'ambito puramente cortigiano, i saggi si inoltrano è con l'individuazione e l'analisi di fonti alternative, scientifiche, letterarie e iconografiche è in territori meno documentati della vita e della cultura, delle credenze e delle conoscenze, della professionalità e degli usi festivi e quotidiani di classi meno privilegiate, dove le competenze culturali si presentano assai più sfumate e mediate e la danza riacquista più marcate valenze antropologiche. Opera dei maggiori studiosi italiani di danza rinascimentale, i saggi qui raccolti, pur nella varietà degli sguardi che propongono, sono organizzati in modo da trascorrere da un ambito all'altro della riflessione storiografica, quasi senza soluzione di continuità di pensiero. Completato da una vasta bibliografia degli studi internazionali sulla danza rinascimentale, il volume si offre come strumento prezioso di conoscenza della cultura della danza - e della cultura in sè - tra la seconda metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento.