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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Il Mondo Della Corte
Pietro Piffetti Corrado Fabrizio San Martino Paolo - Celid, 2020 - Il Mondo Della Corte
In rinnovata veste grafica la collana Il Mondo della Corte dedica questo numero a Pietro Piffetti Ebanista del re. Un suo intenso profilo biografico e stilistico nel secolo d'oro dell'arte torinese, che sotto la regia di Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri richiama un cast di artisti di eccezione nel quale il genio di Piffetti segna il trionfo della fantasia creativa.
Benedetto Alfieri. Ediz. illustrata Cornaglia Paolo - Celid, 2015 - Il Mondo Della Corte
Secondo volume della collana "Il Mondo della Corte", questo profilo di Benedetto Alfieri (1699-1767) presenta la carriera e le opere del successore di Filippo Juvarra nella carica di primo architetto del re di Sardegna. Attivo per Carlo Emanuele III, Alfieri interpreta con forza i nuovi caratteri del periodo in cui si trova a operare, il pieno Settecento. Se l'opera del predecessore esprimeva l'ingegno, l'invenzione, l'alto profilo al servizio di una nuova idea di regno, la sua sostanzia la perfezione, la professionalità, l'adeguatezza delle soluzioni alle esigenze. Dallo Studio Regio di architettura escono i più bei disegni di progetto, raccolti in album preziosi. Ad Alfieri si devono la Cavallerizza e il Teatro Regio in Torino quest'ultimo assurto a modello europeo -, la facciata della Cattedrale di Ginevra e i completamenti dei cantieri juvarriani, che hanno dato loro il volto a tutti oggi noto: si pensi al Belvedere a Venaria Reale, o alla copertura con il cervo a Stupinigi. Attraverso il suo contributo, raggiungono vette altissime di raffinatezza i decori nelle sale dei palazzi di corte e della nobiltà, dei quali uno dei massimi esempi è il salottino ottagonale del palazzo Isnardi di Caraglio a Torino.
La sindone e i Savoia Cozzo Paolo - Celid, 2015 - Il Mondo Della Corte
Quella della Sindone e dei Savoia è la storia di due destini intrecciati. La stirpe ducale, giunta in possesso della reliquia nel 1453, la custodì dapprima nel castello di Chambéry, poi, dopo diversi spostamenti, nel 1578 la trasferì definitivamente a Torino, dove divenne protagonista indiscussa della religiosità di corte. Celebrata per secoli come segno della protezione celeste sul casato, la Sindone fu un'inesauribile fonte di legittimazione, consenso e prestigio. Le ostensioni, spesso celebrate per enfatizzare i grandi eventi dinastici, furono le cerimonie che più contribuirono a consolidare il vincolo fra la stirpe regnante e questo oggetto di devozione, venerato con eguale intensità dai principi e dai loro sudditi. Divenuti re nel corso del Settecento, i Savoia accompagnarono anche la loro ascesa al trono d'Italia continuando a vedere (e a far vedere) nella Sindone il simbolo del loro ruolo nella storia. Quando, nel 1946, quel ruolo si esaurì, vennero meno anche le ragioni profonde del secolare connubio fra la dinastia e il suo più prezioso tesoro, che nel 1983 fu lasciato in eredità alla Santa Sede.