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La finanza innovativa per le imprese: sviluppi digitali ed evoluzioni regolatorie Caratozzolo Roberto - Cedam, 2020 - I Diritti Economici
L'ampliamento delle fonti di finanziamento diverse da quelle bancarie e la corrispondente offerta di nuove opportunità di investimento, unitamente alla ricerca di soluzioni tecnologiche in grado di migliorare l'incontro tra la domanda e l'offerta di risorse finanziarie, hanno rappresentato alcuni tra i fattori più attenzionati dai recenti interventi regolatori, europei e nazionali, a supporto del sistema imprenditoriale. Il ricorso alla finanza alternativa ha assunto una valenza strumentale per colmare i ritardi dell'economia nel campo dell'innovazione, della crescita dimensionale delle imprese e dell'aumento della produttività. Particolare interesse è stato rivolto alle imprese di ridotta dimensione che, per le rilevate caratteristiche funzionali e strutturali, posseggono un elevato potenziale di crescita per l'intero sistema. In questo contesto si inserisce il crowdfunding che, sfruttando le nuove tecnologie digitali, si presenta particolarmente adatto alle richieste di imprese e investitori, ma anche agli obiettivi di mercato. Esso, nelle sue configurazioni più sofisticate riconducibili all'investment based e al lending based, si propone di diventare uno strumento di riferimento efficiente e stabile nel panorama della finanza innovativa, poiché capace di affiancarsi ai tradizionali finanziamenti bancari, offrendone un'alternativa complementare e integrativa. Nel nostro ordinamento, il riconoscimento giuridico di tale istituto ha seguito percorsi diversi: così, se per l'investment crowdfunding è stata scelta la via di emanare una disciplina ad hoc che potesse pienamente rispondere ai bisogni degli operatori coinvolti, per il lending crowdfunding si è, invece, optato per l'estensione di una normativa già esistente ma rivolta ad istituti diversi, che solo parzialmente presenta analogie con la tecnica di finanziamento. Ciò comporta situazioni di incertezze e di disomogeneità che possono andare a discapito proprio dell'evoluzione dello stesso istituto e del ruolo ad esso attribuito dalla regolamentazione europea ove è ritenuto, addirittura, tra i principali fattori che possono concorrere alla realizzazione della CMU. Tali anomalie sono destinate a trovare adeguata composizione all'interno di un'unica disciplina europea sui prestatori dei servizi di crowdfunding che si propone di dare un assetto definitivo ed unitario all'istituto, in un più ampio quadro disciplinare volto a sfruttare le potenzialità dell'innovazione tecnologica in campo finanziario. Questa normativa, attualmente al vaglio delle istituzioni europee, ricomprenderà al suo interno sia le operazioni di investment che quelle di lending crowdfunding, sottoponendole a regole e principi comuni ed omogenei e ad un unico sistema di vigilanza, che garantiranno, fra l'altro, la necessaria operatività cross border delle piattaforme digitali che operano in questo settore.
Il finanziamento «esterno» delle risoluzioni bancarie tra tecniche normative e diritto vivente Ciraolo Francesco - Cedam, 2018 - I Diritti Economici
Nell'ambito del nuovo regime della risoluzione delle banche in crisi, introdotto dalla BRRD, centrale rilevanza assumono gli aspetti prettamente finanziari, posto che, in mancanza di adeguate risorse, il programma di gestione del dissesto dell'intermediario, ad opera delle autorità preposte, non sarebbe concretamente attuabile, o difetterebbe comunque di credibilità. Per il conseguimento degli obiettivi individuati dalla legge (in sintesi: preservare la stabilità sistemica, con il minimo dispendio di risorse pubbliche), sono state quindi disciplinate le fonti e le modalità di finanziamento delle procedure di crisis management, ravvisabili, per un verso, in peculiari tecniche di «internalizzazione» dei costi e delle perdite (si tratta del controverso istituto del bail-in, finalizzato ad evitare gli ingenti costi sociali di eventuali operazioni di salvataggio dell'intermediario con denaro pubblico, nonché a prevenire i connessi fenomeni di moral hazard); per altro verso, nella possibilità di ricorso ad ulteriori risorse finanziarie esterne all'impresa in dissesto (pubbliche o private), in assenza delle quali difficilmente potrebbe avere luogo quel delicato processo di ristrutturazione dell'ente in cui si sostanzia la risoluzione. Questo studio si prefigge di approfondire, in particolare, la tematica del finanziamento esterno della risoluzione, attraverso un'approfondita disamina delle varie tecniche a tal fine individuate dal legislatore (uso dei fondi di risoluzione, impiego dei sistemi di garanzia dei depositi, ricorso a fonti «alternative» o al supporto pubblico finanziario straordinario). Il quadro normativo in esame risulta complesso, frastagliato e non privo di contraddizioni. In quest'ottica, la presente analisi - condotta anche alla luce delle recenti applicazioni pratiche dei nuovi istituti, degli attuali orientamenti giurisprudenziali e delle regole in materia di aiuti di Stato - si propone di valutare criticamente il contributo offerto dalle disposizioni in tema di resolution financing all'obiettivo legislativo di conferire al sistema finanziario, attraverso un più moderno apparato di regole sulla gestione delle crisi bancarie, quella capacità di tempestiva ed efficace reazione ai fenomeni avversi e quel grado di coerenza e di solidità complessiva di cui si avverte bisogno.
Banche e ambiente. Attualità e prospettive per una nuova sostenibilità Caratozzolo Roberto - Cedam, 2025 - I Diritti Economici
Banche e ambiente. Attualità e prospettive per una nuova sostenibilità - CEDAM