Libri di Cafiero
Bibliografia di Cafiero: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Battitore Libero
Il ritorno. Confort woman Cafiero Giuseppe - Giovane Holden Edizioni, 2018 - Battitore Libero
Su un palcoscenico scarno, aspro non-luogo rappresentazione del limite estremo della capacità di comprensione umana, avviene l'incontro di due personaggi dai connotati titanici. Un misterioso Custode vigila sulla soglia della dimensione insondabile in cui il passato storico si va a perdere, divenendo oblio: segreti paurosi sono celati appena al di là di un drappo. Su di lui, abbandonato in un compito inestinguibile e intollerabilmente impossibile da razionalizzare, aleggiano i tremendi fantasmi di verità troppo grandi per essere vedute. Egli trova la nota fondante dell'uomo lì dove crudeltà e libidine si fondono: suo vate è il Marchese de Sade. Il Custode si trova ad affrontare una Donna, che ha prestato la propria fibra di persona umana alla ricerca della verità sulla violenza che ha deturpato la storia del suo genere. La Donna esibisce su di sé e in sé la storicità di esso, le tracce dello strazio subito da tutte le donne di ogni epoca e luogo. Ciò che cerca non è vendicarsi, ma prestare soccorso a ciò che di più grave la violenza ha inferto, che non sono ferite psichiche o corporali, ma la perdita del primo segno fondamentale dell'umano: l'identità. La dimenticanza di essa è il perfetto suggello che il passato pone sul male. È un contatto di alienazioni, un dialogo di assoluti megalitici e drammatici quello che l'autore dispiega nelle pagine di "Il ritorno. Confort woma"n, opera complessa e spietata, che utilizza con proprietà l'impostazione teatrale che proietta il lettore lì, appena un passo fuori dal palco, ad appena un passo dalle proprie responsabilità.
Neapolis. L'oziosa controversia sull'ambiguità di Johann Wolfgang Goethe Cafiero Giuseppe - Giovane Holden Edizioni, 2019 - Battitore Libero
Agli occhi dei nobiluomini che nel XVIII secolo giungevano in Campania nel loro Grand Tour, Napoli si apriva come uno scrigno di storia e di natura, di suggestioni e di raffinatezze intellettuali, che solo ai più sensibili degli spiriti lasciava intravedere il mistero di una umanità convulsa, radicato in una profondità ben più oscura di quanto il mero pittoresco non esplicasse. Tra i grandi letterati europei, Johann Wolfgang Goethe, fu uno di coloro che, nella parte del suo Viaggio in Italia dedicata alla città partenopea, meglio riuscirono a raccontare il brulichio caliginoso e molteplice ai piedi del Vesuvio. Ma veramente Herr Goethe disse tutto? Un investigatore su questo ha indagato, e della sua ricerca ha composto un pamphlet. Nelle sue parole senza tempo, si dispiega un universo infinito, contraddittorio, capace della grazia soave e della violenta abiezione, che della sua complessità quasi sfida colui che se ne vuol fare osservatore. Attraverso una Napoli antica e fumosa, si muovono Massoneria e Inquisizione. Entità pesanti e ambigue, deferenti ma spietate avversarie, ognuna con i propri segreti e le proprie osservanze, che si contendono in Terra le anime degli uomini più brillanti. Sullo sfondo, il vertiginoso affresco di storie di uomini di ogni tipo: bruti e nobili, faccendieri e santi, popolo gretto e aristocratici, neri boia e artisti di ingegno ferace. Quale fu qui il vero ruolo di Herr Goethe?
Le ambiguità della memoria Cafiero Giuseppe - Giovane Holden Edizioni, 2008 - Battitore Libero
Dalla disputa tra i fiorentini e John Milton sulla validità della logorrea, alla disperata e truffaldina avventura degli abitanti di Vézelay per accaparrarsi i resti di un discutibile Sant'Eusebio, al bizzarro e assoluto accanimento con cui René Sauvier, dotto studioso di esseri divini, vuole definire il ruolo di angeli e demoni nella battaglia di Roncisvalle, all'esemplare vicenda del pittore Robert Roux che rimane beffato dai propri tromp-l'oeil, a morti e sparizioni misteriose di altri personaggi ancor più singolari, i dieci racconti de "Le ambiguità della Memoria" sospendono il lettore tra verità e menzogna, in un Decalogo che è sempre pronto a mostrare irriverente la negazione di se stesso.