Libri di Lydia Capasso
Bibliografia di Lydia Capasso: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Parole In Pentola
Il passato è servito. Racconti e ricette di piatti che hanno fatto la storia Capasso Lydia - Guido Tommasi Editore-Datanova, 2022 - Parole In Pentola
Non lasciatevi ingannare dal suo sottotitolo, questo non è un libro di storia, ma una raccolta di ricette e di storie che hanno a che fare con la storia. E le storie (non la storia) non vanno mai prese per oro colato: sono episodi che si tramandano, voci che si inseguono, dicerie che si sussurrano, curiosità che vale la pena di raccontare. Sulla scia de Gli Aristopiatti e di Santa Pietanza, Il passato è servito è un ricettario con il gusto della narrazione, in cui ogni preparazione culinaria è preceduta da aneddoti o leggende assolutamente degni di essere conosciuti. Un testo, insomma, per chi è appassionato di cucina e ha voglia di cimentarsi ai fornelli, ma anche per chi è alla ricerca di letture rilassanti ma interessanti e vuole scoprire qualche antica tradizione gastronomica. Dal pollo alla Marengo alla zuppa inglese, dai tortellini alla sacher, passando per i croissant e la Victoria sponge cake, il viaggio intrapreso da Lydia Capasso è un tuffo nel passato alla ricerca di aneddoti affascinanti e di piatti che hanno a che fare con grandi avvenimenti e personaggi della storia, narrati in maniera leggera ma accurata, e soprattutto mai noiosa. A completare il quadro, le illustrazioni argute e brillanti di Gianluca Biscalchin.
Gli aristopiatti. Storie e ricette della cucina aristocratica in Italia Capasso Lydia Esposito Giovanna - Guido Tommasi Editore-Datanova, 2015 - Parole In Pentola
Abbiamo scelto di raccontare sei aree geografiche della nostra Penisola ricche di aneddoti e di curiosità e che, in uno o più periodi della loro storia, hanno rappresentato l'apice della raffinatezza gastronomica. E poiché non intendiamo usurpare i compiti della storiografia, ci siamo concesse qualche libertà: se una ricetta è contesa tra più città o regioni, abbiamo deciso dove collocarla lasciandoci guidare più dal fascino della storia che la accompagna che non da certezze, prove, indizi storici; preferiamo lasciare gli archivi agli archivisti e, francamente, maneggiare strumenti (penna, pentole e fornelli) a noi più congeniali. Qui e là abbiamo inserito piatti dall'incerta patente di nobiltà, che però - in ragione degli ingredienti impiegati o delle tecniche necessarie alla loro realizzazione -abbiamo ritenuto di poter ascrivere, ragionevolmente, alla tradizione aristocratica; infine abbiamo giocato un po' con gli ingredienti, compiuto qualche piccolo tradimento nei confronti delle ricette canoniche, apportato modifiche al fine di rendere fruibili, nell'attualità, quelle invenzioni di gusti e sapori.