Libri di Capel
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Crisi del debito e crisi dell'ordine Capelluto Nicola - Lotta Comunista, 2023 - Testi
L'imperialismo non è in grado di conservare l'ordine mondiale, denunciava Lenin. Da quindici anni il mondo è alle prese con i sussulti del "Washington consensus" che riassumeva l'ordine del liberismo imperialista, scosso dalla crescente rivalità strategica tra l'imperialismo americano in declino relativo e quello ascendente cinese: un quindicennio di crisi e di incertezze per gli sviluppi dell'economia che si concatena a "un quindicennio di conflitti e di inedite tensioni" della "crisi dell'ordine globale" in pieno svolgimento. Il filo conduttore di questo volume è la successione di alcuni eventi maggiori dell'economia mondiale. Con Marx, consideriamo il mercato mondiale come "interdipendenza universale fra le nazioni", luogo decisivo delle lotte tra le classi e gli Stati. Qui si misurano, nella loro intensità e nelle loro ricadute, le manifestazioni dello sviluppo ineguale, le crisi particolari e generali, le collisioni e le ideologie dell'imperialismo. In questa arena, spetta "ai borghesi di tessere affari, ai politici intellettuali tessere illusioni, ai rivoluzionari tessere l'organizzazione di classe".
La crisi delle relazioni globali Capelluto Nicola - Lotta Comunista, 2010 - Testi
Era l'agosto del 2007 quando la crisi scoppiava nel cuore dell'imperialismo americano ed europeo. In una vorticosa accelerazione, molte fra le più grandi istituzioni finanziarie fallirono, molte altre furono salvate dai governi. Mentre la Cina e tutta l'Asia emergente continuavano a crescere, le economie avanzate retrocedevano. L'imbattibilità dei colossi finanziari è un mito distrutto. L'estensione globale della crisi e della contesa imperialistica ha confermato la necessità di Stati e di aree monetarie di proporzioni continentali. Il debito pubblico soverchiante cumulato dalle vecchie metropoli rappresenterà un marchio di vulnerabilità per almeno un decennio. Le crisi producono delusioni e disillusioni, paure e confusione, sofferenze ma anche bisogno di chiarezza. È una conquista difficile, ma le crisi sono anche la confessione di impotenza del capitalismo davanti alle sue contraddizioni, la sconfessione delle sue promesse alle generazioni giovani, lo smascheramento della democrazia di fronte all'accresciuta disuguaglianza sociale. Le crisi sono il momento migliore per riaffermare che il numero della classe è forza solo se guidato dalla scienza e dall'organizzazione.