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- 9788878771437 Valery
Martone nel catasto onciario (1742-1745) Cataldo Vincenzo Pittari Giovanni - Associazione Promocultura, 2018 - Per Tabulas
Con la pubblicazione e l'analisi di questo catasto continua parte il lavoro sui cinque Comuni che fanno parte della Vallata del Torbido, teso a far emergere gli aspetti sociali ed economici di un'area con caratteristiche pedologiche, climatiche e agro-pastorali molto simili. Lo studio è orientato pure alla conoscenza degli aspetti demografici, dello stile di vita quotidiano e l'organizzazione amministrativa degli abitanti martonesi.
San Giovanni di Gerace nel catasto onciario del 1742 Cataldo Vincenzo Pittari Giovanni - Associazione Promocultura, 2017 - Per Tabulas
L'iniziativa di studiare e pubblicare i catasti onciari dei cinque comuni che fanno parte della Vallata del Torbido, nasce dal proposito di voler avviare un'analisi socio-economica di un'area con caratteristiche pedologiche, climatiche e agro-pastorali molto simili. Come e dove vivevano gli abitanti, qual era il loro stile di vita quotidiano, com'erano organizzati amministrativamente, come era strutturata la società di questi centri, sono alcuni degli argomenti ai quali si tenterà di dare delle risposte. Si parte, quindi, con l'analisi del Catasto onciario di San Giovanni di Gerace.
Serra e la Certosa di Santo Stefano del Bosco nel catasto onciario del 1755 Cataldo Vincenzo Pisani Domenico - Associazione Promocultura, 2020 - Per Tabulas
Il lavoro ha come focus l'esame del catasto onciario, uno strumento tecnico-finanziario introdotto intorno alla metà del XVIII secolo da Carlo di Borbone finalizzato a ottenere un quadro dettagliato della situazione patrimoniale dei sudditi del Regno di Napoli. I dati seriali ottenuti permettono di comprendere la società settecentesca della Serra di Santo Stefano del Bosco, oggi Serra San Bruno, attraverso una visione multiforme, non dall'alto verso il basso, ma in maniera orizzontale e nella sua completezza. Dall'analisi, implementata da notizie desunte da rogiti notarili e da fonti ecclesiastiche, emergono le diverse classi sociali, la gente comune proiettata nella vita quotidiana, preti e benestanti, massari e contadini ma soprattutto gli artisti, pittori, scultori e architetti, e gli artigiani che costituivano la celebre maestranza, impiegata in tutto il Regno per l'abilità nel lavorare il granito, il ferro e il legno. Gli autori prendono poi in esame la famiglia, legata alle tradizioni e alle consuetudini sociali, l'identità onomastica e la pratica del censo bullare.