Libri di Ennio Cavalli
Bibliografia di Ennio Cavalli: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Venti
Amore manifesto Cavalli Ennio - La Nave Di Teseo, 2022 - I Venti
Le poesie di questa raccolta si rivolgono prevalentemente a figure femminili senza nome. Un indefinito tu connette idealmente versi e raffigurazioni a una sensibilità neostilnovistica, del tutto inedita, in cui l'amata non è necessariamente reale, talvolta nemmeno conosciuta, secondo un caleidoscopio di esperienze che nelle parole di Pupi Avati sono "d'amore, di affetto, di riconoscenza, di nostalgia e speranza". In queste pagine trovano spazio anche personaggi fiabeschi, della letteratura classica e della mitologia, o "l'amore dai cento coltelli", indagato con ironia e passione in tutte le sue zone d'ombra, dal disincanto al disamore. La lingua di Ennio Cavalli, raffinata e diretta, ricca di riferimenti "rubati" al quotidiano e di incursioni prosastiche, colloca queste poesie su un piano umano e contemporaneo di notevole consistenza e risonanza. Un Amore manifesto che è anche Manifesto d'amore, progetto stilistico e visione d'insieme abitati, secondo Dacia Maraini, da uno "sguardo filosofico" volto a scandagliare le diverse declinazioni di ciò che resta oggi dell'amore. Con le Note di Dacia Maraini e Pupi Avati.
Se ero più alto facevo il poeta Cavalli Ennio - La Nave Di Teseo, 2019 - I Venti
La poesia di Ennio Cavalli non sopporta confini, tant'è che in questo libro attinge, flirta, si trasforma in prosa. La prosa, a sua volta, punta alla leggerezza, alla velocità di scavo, all'idea calviniana di "espressione necessaria, unica, densa, concisa, memorabile". Prosa e poesia si fondono così in quella sorta di "pensiero lungo" che fa da filo conduttore a tutta l'opera di Cavalli. Già nelle poesie d'esordio (L'infinito quotidiano, 1973) Federico Fellini vedeva "una ricchezza di immagini suggerite da una sofferenza intellettuale e letteraria, invenzioni belle, fresche, originali". E Dario Fo sottolineava, più di recente, "il gioco di prospettive e di rimandi" tipico del suo narrare. "Se ero più alto facevo il poeta" è il libro della maturità di un autore che mette a frutto esperienze di vita, forza visionaria e ricerca linguistica. Con filosofia lucreziana e ironia a lento rilascio, questo florilegio di pagine inedite tocca il tema della natura, della morte, del soprannaturale, delle religioni, dell'amore, del sociale, dello scrivere, del sorridere. Si passa dall'immanente al trascendente, dall'infanzia dell'umanità alle risorse del mito, dai toni civili preoccupati e coraggiosi al divertissement, dal resumé degli anni di piombo visti dal marciapiede opposto a quello dei terroristi alla smagliante "intervista impossibile" con Virgilio. Mentre gli stralci di poetica radunati in "Circo a tre piste" e in "Maestri di danza" non restano modelli di virtuosa programmazione. Diventano essi stessi, per osmosi, rintocchi fantastici e preziosi.