Libri di Cazzato
Bibliografia di Cazzato: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Topazio
Passeggiando sull'app antica. Aforismi Cazzato Stefano - Giuliano Ladolfi Editore, 2025 - Topazio
Per costruire un discorso è necessario partire da una tesi. Trovare argomenti, prove, ragionamenti, un vocabolario coerente, dispositivi di affermazione e di confutazione. Un discorso presuppone una coscienza, una soggettività che tiri le somme. E un disegno unitario. Al contrario, l'aforisma sospende regole condivise e princìpi coerenti. A volte forza la mano del suo autore portandolo a mimetizzarsi, se non addirittura a contraddirsi. Altre volte ha l'aria di essere una svista verbale, un errore grammaticale, un refuso, un disturbo della comunicazione, un lapsus freudiano, un non senso. In un punto cade una vocale, in un altro s'intromette una consonante. Qui un termine ne sostituisce un altro che acusticamente gli somiglia. Là è un prefisso che non t'aspetti a dare alla frase un senso differente. E il tutto accade in una manciata di parole, nello spazio di una riga massimo due, in una frazione di secondo. Come un lampo, una saetta che corre veloce sulla pagina o sulla bocca. Per dirla con de Saussure, l'aforisma prende la langue e, con la parole, ne fa quello che vuole. Usa il patrimonio collettivo codificato e tramandato per elaborare con discreta indipendenza le proprie trasgressioni. Realtà e parole, due mondi che normalmente si corrispondono, si allontano così l'uno dall'altro. E per fortuna, perché l'uno è legato alle esigenze della necessità e della logica, e l'altro a quelle dell'immaginazione e dell'arte combinatoria.
Preferisco la partner al tutto. Aforismi Cazzato Stefano - Giuliano Ladolfi Editore, 2023 - Topazio
Tra i tanti aforismi raccolti in questo libro c'è un calembour che dice "mi sento un flaianeur": si tratta di un sincero omaggio allo scrittore Ennio Flaiano, maestro insuperato di questo genere letterario, e al flâneur, l'osservatore disincantato e curioso che contempla, preferibilmente passeggiando, ciò che i suoi sensi percepiscono in modo spesso causale. Ed è forse così, passeggiando e muovendosi senza una meta precisa, che pensieri di vario genere arrivano alla penna dell'aforista. Attraverso la mediazione di una mente ospitale, che non esclude nulla e fiuta il lato meno visibile delle cose, egli prova come un rabdomante a raccogliere, a catalogare, a dare ordine a un materiale informe, salvo poi rassegnarsi malinconicamente alla mancanza di un sistema e di un disegno globale. Se c'è un senso, non sta nel tutto, ma tra le parti, in quello spazio bianco che non è ancora stato riempito, nelle righe che separano un aforisma dall'altro. Da qui l'importanza del detto e del non detto, della parola scappata o appena sussurrata e di quella trattenuta nel silenzio, del chiaro e dello scuro, del pieno provvisorio e del vuoto carico di possibilità e di fibrillazioni. Ci sono poche cose che non si possano dire con l'aforisma, ma tutto quello che sarà detto dovrà avere sempre il carattere della leggerezza e della volatilità. E alla fine si rimane sempre con un pugno di matite.
Studiò diritto ma poi si piegò. Aforismi Cazzato Stefano - Giuliano Ladolfi Editore, 2021 - Topazio
Si presentano in modo occasionale, ed è necessario fissarli sul primo supporto a disposizione: foglietti di carta, risvolti di libri, pieghe di giornali, dépliants pubblicitari. Più tardi su un taccuino o su un quaderno. Altrimenti quella sequenza specifica di parole, nata d'istinto, quel miracolo del linguaggio, che si stacca dall'ordine semantico consueto, non tornerà più. Forse tornerà il concetto che contiene, ma non il suo guscio. E l'aforisma è spesso una questione di guscio, di superficie, il frutto di una combinazione misteriosa di segni, o di suoni. Ecco perché questa raccolta non segue una scansione temporale o un ordine definito, non risponde a un disegno, ma rimescola, attraverso un gioco di dadi, un materiale frammentario che riflette le mutazioni del soggetto e le inquietudini della scrittura. Parafrasando Stanislaw Jerzy Lec, è proprio vero che "non si può pettinare un aforisma".