Libri di Magris Claudio

Bibliografia di Magris Claudio: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Libri Della Spiga

Claudio Magris è nato a Trieste nel 1939. Docente universitario, collabora al «Corriere della Sera». Tra le sue opere, nel catalogo Garzanti, ricordiamo Dietro le parole (1978), Itaca e oltre (1982), Illazioni su una sciabola (1984), Danubio (1986), Un altro mare (1991), Microcosmi (1997, Premio Strega), Utopia e disincanto (1999), Alla cieca (2004), La storia non è finita (2006), Lei dunque capirà (2006), Alfabeti (2008), Livelli di guardia (2011) e Ti devo tanto di ciò che sono. Lettere con Biagio Marin (2014). Il suo ultimo romanzo, Non luogo a procedere (2015), è stato scelto dala Lettura - Corriere della Sera come miglior libro e miglior autore dell'anno.
Traduzioni teatrali libro
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LIBRO   9788811000129

Traduzioni teatrali Magris Claudio   -  Garzanti, 2022  -  I Libri Della Spiga

«È difficile imbrogliare un traduttore, che è insieme uno scrittore e un vivisezionatore del testo». In questa definizione, che eleva a forma d'arte e a esercizio critico la sfida di ricreare un'opera letteraria in una lingua diversa da quella d'origine, è racchiuso il senso profondo dell'esperienza di Claudio Magris come traduttore. Ad affascinare lo scrittore triestino è stata soprattutto la versione di classici del teatro, con testi nati quasi sempre in funzione di un allestimento, attenti alla dimensione fisica della scena, alla recitazione e alla gestualità degli attori. La battuta teatrale, diretta, immediata, esige un cortocircuito fra l'originale e la traduzione, un confronto ravvicinato, inevitabilmente spietato. Dall'adorato Ibsen, spartiacque della drammaturgia moderna, al caustico Schnitzler, critico impietoso della finis Austriae, alla Medea di Grillparzer, che fonde trame arcaiche e atmosfere borghesi, passando per il Woyzeck di Büchner, con le sue sciabolate che tagliano la parola e l'esistenza, il lavoro di Magris sui testi teatrali si è rivelato un autentico laboratorio creativo in cui sperimentare nuove forme di scrittura. Da questa esperienza è scaturita anche una messa a fuoco del ruolo del traduttore: un po' complice e un po' rivale, disposto a piccole infedeltà materiali in nome di una fedeltà di sostanza capace di restituire il ritmo e l'essenza più vera di un'opera. Per la prima volta raccolte in un unico volume, le versioni per il teatro del grande germanista costituiscono un appassionato omaggio a un'arte impossibile ma necessaria, un'arte che in fondo, nel suo inesauribile tentativo di afferrare un senso sempre sfuggente, assomiglia molto alla vita.

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