Libri di Curi
Bibliografia di Curi: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Nuova Cultura
Fedeli al sogno. La sostanza onirica da Omero a Derrida Curi Umberto - Bollati Boringhieri, 2021 - Nuova Cultura
In questo breve saggio Umberto Curi, fra i più apprezzati filosofi italiani, riflette sulla sostanza dei sogni e sull'onirocritica dal punto di vista filosofico e storico-letterario, da Omero a Derrida. L'episodio omerico di Penelope che, sotto mentite spoglie, si rivolge a Ulisse chiedendogli di spiegarle un sogno (Odissea, XVIII libro) può essere considerato il primo esempio di quella disciplina che sarà chiamata onirocritica e che si svilupperà successivamente attraverso alcuni passaggi storici fondamentali (Artemidoro, Aristotele, Cicerone), fino a Sigmund Freud con L'Interpretazione dei sogni (1900). Il volume si sviluppa intorno a due aspetti fondamentali della dimensione onirica. Il primo riguarda la valenza profetica, ovvero il sogno che preannuncia il futuro. Il secondo è il rapporto che il sogno intrattiene con la verità (o nel senso di veicolarla, o nel senso opposto, ma anche complementare, di occultarla o deformarla). Ma secondo l'onirocritica c'è anche un modo differente di rivolgersi ai sogni, ossia scegliere di lasciarli deliberatamente nella loro indeterminazione e ambiguità, riconoscendo in essi non la preannunciazione del futuro, ma lo svelamento del passato. I sogni, dunque, diventano messaggeri della memoria. Un ulteriore approccio, le cui tracce conducono a Walter Benjamin, Theodor Adorno e Jacques Derrida, vede il sogno come qualcosa da sottrarre alla manipolazione insita nell'interpretazione. Secondo l'impostazione adorniana, si tratta di risvegliarsi, coltivare la veglia e la vigilanza, pur restando attenti al senso, avendo cura di ciò che il sogno dà da pensare, soprattutto quando ci offre la possibilità dell'impossibile.
La porta stretta. Come diventare maggiorenni Curi Umberto - Bollati Boringhieri, 2015 - Nuova Cultura
«La porta stretta». Di lì dovrà passare, secondo il Vangelo di Luca, chi voglia accedere al regno dei cieli. Un varco intransitabile, se non si è disposti a impegnare ogni forza in una lotta pericolosa e dall'esito mai scontato: «molti cercheranno di entrare, ma non vi riusciranno». L'immagine evangelica è perfetta anche per raffigurare un passaggio universale della condizione umana, la fuoriuscita dalla minorità. Dolore, coraggio, decisione, necessità e conflitto contrassegnano nel pensiero occidentale l'impresa di diventare maggiorenni. Tuttavia, una volta intrapreso, il processo di emancipazione non si esaurirà nella compiutezza di uno stato finalmente raggiunto. Adulti si ridiventa sempre di nuovo. Di questo carattere processuale, agonistico e decisorio Umberto Curi rintraccia le massime espressioni filosofiche, religiose e letterarie - da Platone a Dostoevskij, dalla Bibbia a Shakespeare - e le lascia libere di testimoniare ciò che rimaneva inascoltato nelle loro esegesi abituali. Così il congedo dalla sudditanza, oltre che nell'appello di Kant all'indocilità ragionata poi irrisa da Hegel, si vedrà declinato in posture «filiali» antitetiche, combattenti o inermi: nel parricidio consumato dell'Edipo re sofocleo, in quello metaforico del Sofista platonico o in quello depotenziato di Amleto, ma anche, sorprendentemente, nell'obbedienza di Abramo, che sta eretto di fronte al Signore, o del Cristo, che si lascia abitare dalla volontà del Padre. E non meno significativi della logica binaria di ribellione e obbedienza, su cui si regola il transito canonico alla maggiore età, si riveleranno i suoi tracolli e le sue ostruzioni. Tra la via edipica e la devozione biblica, rintocca la quieta intransigenza del Bartleby di Melville, che si sottrae a ogni imperativo con la mossa del cavallo: «Preferirei di no».