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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Quaderni De Il Giusto Processo Civile
Autorità amministrative indipendenti e tutela dei diritti Dalfino Domenico - Edizioni Scientifiche Italiane, 2022 - Quaderni De «Il Giusto Processo Civile»
L'individuazione degli strumenti e delle garanzie che connotano la tutela dei diritti nei settori di intervento delle Autorità indipendenti dipende dalla natura giuridica di tali enti e dall'inquadramento nell'uno o nell'altro potere dello Stato (oppure, in ipotesi, al di fuori di qualsiasi potere costituzionalmente previsto). L'opinione prevalente preferisce collocare le Autorità nell'alveo della pubblica amministrazione (e non della giurisdizione). Nonostante l'eterogeneità delle figure non permetta una vera e propria reductio ad unitatem, è possibile fissarne uno statuto essenziale correlato alle ragioni che hanno portato all'«erompere» e alla stabilizzazione del fenomeno, all'estraneità al modello tradizionale, verticistico e gerarchico, della pubblica amministrazione, alla indipendenza. L'"intervento", costituzionalmente necessario, dell'Autorità giudiziaria può realizzarsi, volta a volta, attraverso il sindacato dell'esercizio del potere oppure sotto forma di sede alternativa o concorrente di tutela. L'accertamento della violazione da parte delle Autorità indipendenti pone la questione della vincolatività per il giudice ordinario civile. In alcuni casi, peraltro, il ricorso ad esse è strutturato come "filtro" obbligatorio di accesso alla giurisdizione. Sta di fatto che ci si trova pur sempre al cospetto di una delle tante "porte" da aprire per accedere alla "giustizia", nella consapevolezza che l'ordinamento offre risposte diverse da quelle riservate alle altre.
L'introduzione della causa tra sostanziazione e individuazione. Premesse teorico-ricostruttive Dalla Bontà Silvana - Edizioni Scientifiche Italiane, 2018 - Quaderni De «Il Giusto Processo Civile»
Se illustre dottrina ha a più riprese evidenziato la centralità dell'atto introduttivo del giudizio di cognizione, in quanto atto che rappresenta l'«occasione più appropriata» per «una speculazione che investe la teoria dell'intero processo», l'autrice ritorna sul tema focale dell'introduzione della causa, proponendosi di restituirne indagine sotto specifico angolo visuale e con approccio comparatistico. Lo studio affronta così un selezionato profilo controverso, che attraversa l'ordinamento nazionale come altri ad esso giuridicamente vicini e lontani: quello relativo alla c.d. specificità richiesta all'attore nel descrivere, in seno all'atto introduttivo del giudizio, la pretesa azionata. Nella cornice di questo più generale tema, che non poco ha segnato, in tempi meno recenti, le note teorie della sostanziazione ed individuazione della domanda, l'autrice indaga due questioni ancor'oggi attuali, alla luce dell'evolversi - e complicarsi - del contenzioso domestico (e non solo).
Note in tema di procedimento di interdizione ed inabilitazione Widmann Paola - Edizioni Scientifiche Italiane, 2021 - Quaderni De «Il Giusto Processo Civile»
L'interdizione e l'inabilitazione, che l'ordinamento italiano tutt'oggi contempla quali istituti diretti ad incidere con effetti estintivi sulla capacità di agire, sono pronunciate ad esito di un iter procedimentale sulla cui esatta fisionomia gli interpreti da sempre dibattono. L'inquadramento dogmatico del giudizio riesce difficile in considerazione del peculiare oggetto del giudizio stesso, che per quanto accostabile a quello dei procedimenti lato sensu costitutivi di situazioni giuridiche soggettive presenta d'altro canto rispetto a questo delle rilevanti specificità. Muovendo da questa constatazione, l'a. si propone anzitutto di evidenziare come le peculiari caratteristiche della situazione giuridica incisa dalla sentenza di interdizione o inabilitazione non siano affatto ostative all'idoneità di quest'ultima al giudicato sostanziale, ma si riflettano semmai sulla configurazione del potere di azione. Ed invero, nel caso di specie, il potere di agire in giudizio è attribuito ai soggetti legittimati a tutela di semplici interessi e non, invece, di una situazione giuridica soggettiva (per quanto meramente «strumentale») che a costoro faccia capo; di qui la qualificazione del giudizio di interdizione ed inabilitazione come procedimento di natura contenziosa, inscrivibile nel genus della tutela di cognizione, che tuttavia si discosta dal modello «usuale» del processo costitutivo con connotazione soggettiva e richiama piuttosto alla mente la figura del processo a contenuto oggettivo. Al contempo, le specificità che connotano il procedimento di interdizione ed inabilitazione sotto il profilo del coinvolgimento di un interesse «superindividuale», nonché del carattere diffuso e fungibile della titolarità del potere di azione, lo avvicinano alla fisionomia tipica delle c.d. azioni popolari; rispetto alle quali, d'altra parte, il giudizio costitutivo dell'incapacità legale di agire presenta degli innegabili tratti distintivi. In sede di disamina della struttura del giudizio di interdizione ed inabilitazione, ed in specie della sua configurazione soggettiva, l'a. si sofferma fra l'altro sulla questione del ruolo processuale duplice facente capo a taluni soggetti (individuati dalla legge in funzione della loro «vicinanza» al soggetto interdicendo o inabilitando), il cui coinvolgimento nel giudizio può assumere le forme di una vera e propria partecipazione in qualità di parte o, in alternativa, di un mero coinvolgimento con finalità istruttorie. L'indagine è arricchita da alcune annotazioni di diritto comparato nonché, nella sua parte conclusiva, dall'individuazione - in prospettiva internazional-privatistica - dell'ambito della giurisdizione italiana e del regime di circolazione in Italia dei provvedimenti stranieri costitutivi dell'incapacità.