Libri di Francesco Angio
Bibliografia di Francesco Angio: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Poesia Generale
L'equilibrio degli scarti D'angiò Francesco - G.C.L. Edizioni, 2024 - Poesia / Generale
"L'equilibrio degli scarti" di Francesco D'Angiò offre al lettore un viaggio poetico intenso e profondo attraverso le complesse sfumature dell'esistenza umana e della ricerca spirituale. Con una prosa acuminata e pastosa, l'autore ci immerge in un universo intriso di sacralità e temporalità, in cui le parole diventano croci piantate nel campo smisurato della vita. La poesia di D'Angiò esplora il confine sottile tra l'uomo e il divino, tra l'immanente e il trascendente, offrendo al lettore una riflessione ossessiva sull'io e sulla ricerca frenetica di un Dio che si rivela più vicino ai profeti veterotestamentari che alla tradizione neotestamentaria. Attraverso versi densi di significato e ricchi di riferimenti biblici, l'autore ci invita a esplorare le profondità dell'animo umano e a confrontarci con la nostra finitezza e la nostra ricerca di senso nell'universo. "L'equilibrio degli scarti" è un'opera che cattura l'attenzione e tocca le corde più profonde dell'anima, regalando al lettore un'esperienza poetica unica e indimenticabile. Nota di lettura a cura di Antonio Guida.
Verranno a perderci in trionfo D'angiò Francesco - G.C.L. Edizioni, 2022 - Poesia / Generale
La poesia di Francesco D'Angiò si presenta dapprima chiusa con un catenaccio, restia ad aprirsi, e declinata come se provenisse da una lingua che ha attraversato una serie di inverni di scontento, mossa da una sfiducia che traccia un'ampia curva prima di atterrare: - sono pratico di privazioni / come il peso di un aquilone / senza vento -. Si delinea lungo un orizzonte che non induce a nessuna forma di rallegramento, esclude la possibilità d'ogni traccia: - perché ci tocca non lasciare / alcun segno / di questo passaggio -. Un pessimismo radicato nello sguardo, consapevole della fugacità e della precarietà dell'esistenza, e se nei versi Zanzotto si interrogava: - che sarà della neve? che sarà di noi? -, l'autore non tergiversa e con decisa e ferma voce, in maniera perentoria (e con una rima involontaria) proclama: - tu sai cosa accade alla neve / prima o poi -. In apparenza quindi nessuno spiraglio di speranza, ma un incedere tutto ripiegato su una sorta di nichilismo integrale, se arriva a escludere qualsiasi possibilità che non sia il male. Una poesia che nella sua asciutta compostezza non trascura le ragioni di una resa estetica convincente, persegue un'idea di pulizia e nitore.
Clessidre orizzontali D'angiò Francesco - Eee - Edizioni Tripla E, 2021 - Poesia / Generale
Se è vero, come scrive il poeta guatemalteco Cardoza y Aragon, che la poesia è l'unica prova concreta dell'esistenza dell'uomo, mettere la propria clessidra in posizione orizzontale, metafora dell'arresto del tempo, e poi fare il punto sulla propria vita rappresenta il momento in cui si prende coscienza di sé e si smette di essere come un moscerino nel mosto, "ubriaco di ronzio che non si ascolta". È una poesia del disincanto e del disamore quella di Francesco D'Angiò, presa di coscienza di un cammino irrisolto e, nell'inseguirsi dispettoso dei giorni, l'impressione che tutto sia inutile, come la sabbia sotto i piedi di chi non ha mai gettato via le scarpe. "So stare male così bene", scrive il Poeta, contemplando le macerie della vita. Accanto alle macerie, però, nasce lo stupore. E allora ci si rimette in gioco, magari camminando a carponi, "fino all'angolo del coraggio". Sarà il momento di rimettere in piedi la clessidra?