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- 9788861247994 Sette chiavi
Ozio creativo. Conversazione con Maria Serena Palieri De Masi Domenico Palieri Maria Serena - Rizzoli, 2002 - Bur Superbur Psicologia Per Tutti
Per gli antichi romani il termine otium non significava "dolce far niente", bensì un periodo libero dagli impegni politici e civili nel quale era possibile aprirsi alla dimensione creativa. Secondo Domenico De Masi, nella società postindustriale è proprio questo ozio "creativo" ad assumere il ruolo del protagonista, sia nel lavoro che nel tempo libero. Oggi che la maggior parte della fatica manuale e di routine è eseguita dalle macchine, ci è richiesto sempre più di essere creativi e fantasiosi. Superate le rigide distinzioni tra lavoro e vita personale, razionalità ed emozione, marciamo verso un futuro in cui, grazie alla tecnologia, potremo riappropriarci del nostro spazio domestico restando in contatto con il resto del mondo.
Enigmi e giochi matematici Gardner Martin - Rizzoli, 2001 - Bur Superbur Psicologia Per Tutti
Il contenuto delle variazioni matematiche presentate da Gardner, si estende dalle figure di carta (sapete riflettere un esaesaflexagono?) alle capacità della memorizzazione matematica e alle speculazioni sul nastro di Moebius. Vi sono indovinelli ideati da alcuni matematici odierni per puro divertimento o nel corso di serie ricerche. Ogni giochetto contenuto nel libro, ogni paradosso o rompicapo è stato scelto per il suo interesse matematico ed è accompagnato da commenti che offrono all'autore il pretesto per illustrare alcuni aspetti del pensiero matematico.
Gli imperfetti genitori Bernardi Marcello - Rizzoli, 2002 - Bur Superbur Psicologia Per Tutti
"Ho dei problemi a introdurre un libro come questo. Potrebbe sembrare un atto di accusa contro i genitori, e forse lo è almeno in parte, ma non lo è nelle intenzioni. Dovrei dire perché lo scritto, e come, ma non ho quell'acutezza che consente ad alcuni di spiegare adeguatamente la genesi dei loro lavori. So che non volevo parlare male della categoria dei genitori e bene dell'altra, quella dei figli. Ma può anche darsi che l'abbia fatto. So che non volevo insegnare niente a nessuno, che non volevo raccontare la mia vita, cioè le mie esperienze di pediatra, che non volevo proporre o riproporre delle opinioni, e che ancor meno volevo scrivere un testo di psicologia, o di pedagogia, o di puericoltura, o di scienze dell'educazione." (Marcello Bernardi)