Libri di Michele Damiani
Bibliografia di Michele Damiani: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Marsia
Retouches. 99 epigrammi in punta di sorriso con 20 disegni dell'autore Damiani Michele - Progedit, 2023 - Marsia
"Retouches" sta per ritocchi, revisioni, limature. Eppure questi epigrammi appaiono come residue imperfezioni che la finitura poetica ci restituisce nella loro travolgente incompiutezza. E l'incompiuto è un paradigma caro all'autore, che vive nelle stesse stanze del non finito. A essere imprigionati nel materiale pittorico sono i sogni, le aspettative, la legittimazione stessa di artista. «Il mio incerto cammino nella terra difficile della creatività dura da così tanto di quel tempo che unica via di fuga è stata la rassegnazione», dice Damiani, costantemente animato dal dubbio. Questi epigrammi, infatti, ci restituiscono un artista perennemente inquieto ma anche provocatorio, mordace e acuto. Accompagnano gli epigrammi una ventina di "Nudini in punta di penna". Ebbero questi studi l'attenzione di Michele Dell'Aquila che così scriveva nel 1997: «Il messaggio di dorata sensualità che emana da questi venti acquerelli tecniche miste e matite di Damiani non inganni: le immagini accennano ad altro di più inquietante. In una giovanile operetta Leopardi ammoniva a non allontanarsi nella poesia dal "commercio coi sensi" e a diffidare nella sfera dell'arte di ogni metafisica intenzione».
Di quel poco che resta Damiani Michele - Progedit, 2015 - Marsia
Una nuova raccolta di poesie in cui si alternano a fronte versi e disegni. La silloge è divisa in parti significative: la prima è intitolata al Mare, cui segue una sezione dedicata agli Amici, agli scrittori, agli intellettuali, agli artisti, con i quali Damiani ha intrattenuto rapporti di conoscenza diretta o di affinità letteraria. Altre sezioni quella riservata ai Quadri, e quella per gli Affetti: dalla madre Grazia al padre fisarmonicista. Infine un pensiero ai Luoghi, dalla Bari, "grigia di nulla/nel mattino", riscattata in parte dalla presenza di un extracomunitario, alla Tabriz della sofferenza di Malika, a Firenze, Parigi. Al di là delle affinità che già Raffaele Nigro aveva indicato nella Prefazione alla prima raccolta vive, in Damiani, l'eredità migliore e matura di quella generazione di poeti che, partita dall'esempio splendido di Bodini, aveva poi maturato un lirismo di tipo corale e plurale, capace di farsi, se non proprio canto generale alla Neruda, almeno prospettiva di un colloquio fraterno con l'altro, al di là delle chiusure aristocratiche dell'ermetismo e anche dello stupendo snobismo dispersivo e franto dell'ultimo Montale.
Perfette imperfezioni Damiani Michele - Progedit, 2017 - Marsia
Michele Damiani, "pittore della passione serena, calma e gioiosa", come lo definisce Tahar Ben Jelloun, ha un afflato con la poesia. I suoi versi s'inerpicano lenti e ieratici, ora distaccati, ora sodali di un'emozione, di un sentimento. E tra liriche ormai alla terza raccolta e segni di una tela infinita il poeta ingaggia una severa battaglia per ricomporre in maniera sinestetica il suo approccio alla bellezza. L'artista racconta: "Accade sempre più spesso che la mattina, dopo il caffè e una rapida scorsa ai giornali, all'apertura dello studio mi accorgo di come, durante la notte, qualcuno ha creato confusione tra libri, tele e cavalletti. Mi sorge un dubbio. Vuoi vedere che gli oggetti, i personaggi che la mattina invento per i dipinti, la notte si coalizzano per dare battaglia alle storie, ai versi dei miei libri? Parole e immagini, le une contro le altre armate di penne e pennelli per la conquista del territorio. Naturalmente finisce che storie, burattini, parole, personaggi e altri compagni di viaggio mi rovinino la giornata. Risultato? La mia ricerca di perfezione creativa si tramuta in una perfetta imperfezione".