Libri di Alighieri Dante

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Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265 e sposò per decisione familiare Gemma Donati, dalla quale ebbe tre figli; partecipò alla battaglia di Campaldino (tra Firenze e Arezzo) e dal 1295 al 1302 si dedicò all'attività politica, ricoprendo cariche importanti nel comune di Firenze. In seguito a gravi tensioni e alla sconfitta del suo partito, Dante, guelfo di parte bianca, fu condannato e costretto all'esilio: a partire dal 1301 non poté più ritornare nella sua città. Condusse una vita di spostamenti da una corte all'altra, soggiornando presso diversi signori che lo ospitarono e gli affidarono incarichi diplomatici. Considerato il padre della lingua italiana, è l'autore della Comedia, divenuta celebre come Divina Commedia e universalmente considerata la più grande opera scritta in italiano e uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale.
De vulgari eloquentia libro
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LIBRO   9788893663717

De vulgari eloquentia Alighieri Dante  Marazzini C. (Cur.)  Del Popolo C. (Cur.)   -  Le Lettere, 2023  -  Pan

Il "De vulgari eloquentia", che risale all'inizio del sec. XIV, è il primo libro scritto sulla nostra lingua, per analizzarne e promuoverne l'uso poetico, quando ancora non esistevano dizionari e grammatiche dell'italiano, e la nostra letteratura era agli inizi. Dante, appena uscito dall'esperienza dello Stil Novo, cominciò (lasciandolo tuttavia incompiuto) questo mirabile trattato, nel quale la tematica propriamente linguistica si collega in maniera affascinante all'universo delle conoscenze medievali, alla religione, alla storia dei popoli, alla filosofia, alla teologia, alla poesia, ai movimenti letterari e anche all'assetto politico dell'Italia. Il linguaggio, dunque, viene collocato al centro di una rete di rapporti con tutte le forme della cultura e della vita sociale. Dante, glottologo ante litteram, mostra inoltre di avere sensazionali intuizioni relative ai principi del mutamento delle lingue nello spazio e nel tempo, e, con formidabile spirito di osservazione, delinea un rapido ma efficace quadro della varietà linguistica nella penisola italiana. Questo libro dantesco fonda, attraverso la lingua, la tradizione letteraria del nostro paese. I curatori hanno affiancato al testo latino una traduzione moderna e scorrevole, corredata da un breve commento e preceduta da due saggi introduttivi. Il primo di questi saggi è dedicato alle alterne fortune del "De vulgari eloquentia" nella cultura italiana: quest'opera, infatti, dal Rinascimento in poi, ha suscitato imprevedibili polemiche; il secondo saggio descrive I caratteri del latino medievale usato da Dante.

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