Libri di De
Bibliografia di De: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Nota Bene
Sardine. Fenomenologia di un movimento di piazza De Blasio Emiliana Giorgino Francesco Mazzù Marco Francesco - Luiss University Press, 2020 - Nota Bene
Celebrate, criticate, sopravvalutate da taluni, sottovalutate da altri. Da due mesi le Sardine sono al centro dell'attenzione collettiva. A torto o a ragione. A loro sono state dedicate pagine intere di quotidiani e di settimanali, ore di dirette televisive e radiofoniche. Di loro si parla sui social network, sovente più sull'onda di simpatie o di antipatie che di conoscenza approfondita e argomentata. Un fenomeno nuovo e vecchio al tempo stesso quello della partecipazione popolare attraverso la piazza che ha conquistato spazi rilevanti anche nella discussione tra leader politici, accedendo con prepotenza alla costruzione dei processi di agenda setting di questo inizio degli anni Venti. Sospese a metà tra la ricerca di un'identità e la definizione di un ruolo funzionale da espletare nella definizione degli equilibri futuri della politica italiana a partire dall'esito delle elezioni regionali del 2020, le Sardine meritano di essere studiate oltre che raccontate. Questo libro è scritto da studiosi provenienti da diverse aree di competenza che indagano il fenomeno con gli strumenti della comunicazione politica, della storia, della politologia e del marketing.
La società-fabbrica. Digitalizzazione delle masse e human engineering Demichelis Lelio - Luiss University Press, 2023 - Nota Bene
La fabbrica è diventata la forma e la norma di organizzazione del mondo e del nostro dover vivere. Una società-fabbrica - organizzata, comandata e sorvegliata appunto come una fabbrica - in cui ognuno è operaio/ forza-lavoro, sia quando svolge un lavoro di produzione o di consumo o di generazione di dati per il Big Data. E a governare la società trasformata in fabbrica sono imprenditori e manager e algoritmi - i nuovi meneur des foules con le loro sofisticate tecniche di human engineering. Perché il tecno-capitalismo ci vuole produttivi e consumativi a produttività e a pluslavoro crescenti, per la massimizzazione del profitto privato del tecno-capitale. Perché questo è nella logica della razionalità strumentale/ calcolante-industriale che pre-determina e produce e riproduce l'accrescimento tendenzialmente illimitato sia del capitalismo, sia del sistema tecnico - del tecno-capitalismo, ormai diventato totalitario. Una razionalità tecno-capitalista compulsivamente irrazionale - come dimostra la crisi climatica e ambientale, oltre che sociale - ma che se si presenta a noi come assolutamente razionale perché basata sul calcolo, oggi algoritmico, quando in realtà è nichilista ed ecocida per sua essenza. Il vero cambio di paradigma che occorre generare è allora quello di uscire da questa irrazionalità e ritrovare una ragione diversa, umanistica ed ecologica, con un profondo senso del limite, applicando un principio di responsabilità e di precauzione verso la Terra e le future generazioni. Sostenibilità e resilienza non bastano. Occorre un gatto capace di rovesciare la scacchiera e le regole del gioco imposte da questa razionalità irrazionale.