Libri di De
Bibliografia di De: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Raggi
Cinque ore con Mario Delibes Miguel - Elliot, 2013 - Raggi
Pubblicato nel 1966 e recentemente inserito dal settimanale "El Mundo" nella lista dei cento migliori romanzi di lingua spagnola del Novecento, "Cinque ore con Mario" racconta la storia del matrimonio tra Carmen Sotillo e il marito prematuramente scomparso, Mario Collado, professore, giornalista, intellettuale impegnato. Durante cinque ore di veglia nella camera ardente, Carmen viene sommersa dai ricordi: la freddezza e il tacito biasimo con cui il marito la trattava, la mancanza di comunicazione e di conoscenza reciproca. In una postuma resa dei conti rinfaccerà al marito una vita di sacrifici, la rinuncia a un'affermazione sociale ed economica in nome di un'integrità morale cui si sente estranea e che disprezza. Nel suo monologo si delinea la storia di un rapporto fragile e falso, vissuto nell'incomprensione e nell'insoddisfazione. Miguel Delibes, l'ultima grande voce del realismo sociale iberico, intesse attraverso la loro vicenda la storia di una Spagna provinciale e mediocre, colma dei valori vacui dell'apparenza piccolo borghese, la Spagna conservatrice arenata su se stessa e sulle proprie ambizioni meschine, la Spagna senza orizzonte, divisa e senza riscatto.
Le primavere di Ivan Galeb Desnica Vladan Vaglio L. (Cur.) - Elliot, 2016 - Raggi
Un virtuoso del violino è costretto a interrompere la sua carriera internazionale a causa di un infortunio alla mano. Sottoposto a un intervento chirurgico, durante il periodo del ricovero Ivan Galeb inizia a ripercorrere la propria vita. Alla scrittura affida non solo la registrazione dei ricordi, ma anche la riflessione sul passato e sul presente, su se stesso e sul mondo. Il resoconto di una vita si intreccia agli impulsi immaginativi dello stesso, andando a costruire nuclei narrativi dotati di una loro autonomia, e la riflessione sull'Io diviene anche riflessione sull'arte della scrittura e sulla forma del romanzo, non senza una certa dose di (auto)ironia e una critica implicita del provincialismo e della mentalità piccolo-borghese.