Libri di De Benedictis
Bibliografia di De Benedictis: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Cardi
Da Paisà a Salò e oltre. Parabole del grande cinema italiano De Benedictis Maurizio - Avagliano, 2010 - I Cardi
Entrare dentro l'immagine dei registi che hanno fatto grande il cinema italiano. È il tentativo di questo libro. Tanti elementi decidono l'immagine: caratteri, manie, impellenze vitali; ma ce n'è uno di fondo che l'attraversa dagli esordi alla fine di una carriera. Avviene così nell'immagine autoptica di Rossellini, in quella antropologica di Visconti, in quella amorosa di De Sica, in quella tecnica di Antonioni, in quella simbolica di Fellini, in quella feticista di Pasolini. Accanto ai massimi autori d'immagini c'è il ritratto di un attore unico, Alberto Sordi, eseguito nell'incrociarsi della storia dell'arte - la branca che indaga la smorfia delle maschere e dei mascheroni - e del ramo delle neuroscienze che spiega l'istinto di imitare (e recitare), base della cultura e dell'arte. Eduardo De Filippo è inquadrato nella luce e nell'ombra dei suoi lavori multimediali di scrittore, attore, regista di teatro, cinema e tv. La divisione delle sue opere in commedie dei "giorni pari" e dei "giorni dispari", ovvero del passato e del presente, appartiene a una scansione essenziale che incrocia tutti i nostri autori. E il passaggio da un paese antico, ancora segnato dai valori della terra, a un paese industrialmente sviluppato. Si va dall'immediato secondo dopoguerra del Novecento, marcato dal rosselliniano Paisà (1946), fino alla favola crudele del pasoliniano Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), che prevede anche il futuro, cioè - nello spettacolo e nella vita - la spinosa attualità.
A poco a poco quello sguardo. Frontiere del cinema americano De Benedictis Maurizio - Avagliano, 2013 - I Cardi
A poco a poco quello sguardo. Frontiere del cinema americano - Avagliano
Acting. Il cinema dalla parte degli attori De Benedictis Maurizio - Avagliano, 2005 - I Cardi
Gary Cooper, mentre giravano Marocco, per non guardare in faccia il regista Josef von Sternberg, che l'intimidiva, fissava le grosse lampade buscandosi una congiuntivite. La stessa luce che rese cieco Totò. Ed è da questa parte del set, nella vivezza e nel "pericolo" emotivo, psicofisico, del lavoro dell'attore, che "Acting" racconta momenti fondamentali dell'avventura del cinema. Dal primo sviluppo, in Russia, del metodo dell'immedesimazione di Stanislavskij ai tipi di attore che si impongono in America, nella Hollywood classica e in quella nuova; e qui c'è ancora di mezzo un'applicazione di quel metodo, da parte dell'Actors Studio. "Acting" è un ampio affresco delle grandi scuole recitative e dei più significativi attori del cinema mondiale.