Libri di Alessandro Dell Aira
Bibliografia di Alessandro Dell Aira: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Battitore Libero
Porta di Giada. Martino Martini e i sogni speciali del sindaco di Hand Zhou Dell'aira Alessandro - Giovane Holden Edizioni, 2023 - Battitore Libero
Un viaggio fra il Trentino e l'Oriente, in cui la suggestione onirica sa coprire le distanze non solo dello spazio ma anche del tempo, alla scoperta, attraverso gli echi dei secoli, di un mondo nuovo. A giungere a Trento nell'autunno del 1981 è Wen Ouyang, sindaco di Hang Zhou. Questa è la grande città cinese, il luogo dove più di tre secoli prima si stabilì il gesuita Martino Martini, missionario, storico e geografo che proprio da Trento era partito. La sua missione era quella di evangelizzare la Cina e di farla conoscere agli europei. Il suo strumento sarebbe stato un atlante, il celebre Novus atlas sinensis, che per primo avrebbe svelato in maniera concreta i tratti di un universo che la distanza, fisica e culturale, ammantava di mistero. Ma Wen è qualcosa di più di un ospite, per quanto autorevole, in un convegno dedicato al missionario. In quelli che l'autore chiama sogni speciali, onirismi fuori da ogni dimensione che svaniscono al risveglio, egli vede farsi di nuovo fremente la vicenda di Martino, dall'attrazione adolescenziale per Giada ai primi studi, dalla formazione al Collegio Romano ai viaggi temerari tra Europa e Asia, dalla redazione delle opere storiche e cartografiche agli incontri con figure singolari, coraggiose, ossessionate - uomini a loro modo straordinari, caratteri di un'epoca in cui la raffinatezza di un pensiero erudito si fondeva con un coraggioso pionierismo, e in cui bastava il nome Cina a evocare avventure e stupore. È una scrittura torrenziale, coltissima ed emozionante a restituire il ritratto composito di un individuo unico, che in un caleidoscopio di immagini tra letteratura e realtà torna a raccontare di incanti sospesi tra due mondi.
Santería. Lettere a Arianna Dell'aira Alessandro - Giovane Holden Edizioni, 2022 - Battitore Libero
"Santería. Lettere a Arianna" narra della babele creativa di Jacopo, archeologo mancato riciclatosi in uno studioso freelance che passa da una ricerca all'altra senza un progetto. Gli interessano storie umane taciute, classici fraintesi, casi sfuggenti, affrontati con un azzardo che batte sul tempo la ricerca accademica e a volte la condiziona. Santería fa il verso, con eleganza e un pizzico di autoironia, al romanzo epistolare "Ultime lettere di Jacopo Ortis" di Ugo Foscolo. Jacopo scrive a Arianna, archetipo dell'amore infelice, custode della Scienza e del Labirinto inteso come allegoria della Vita. È convinto d'averla amata da giovane nel corpo d'una divina fanciulla. Lei lo guida ma non gli risponde mai e alla fine si muta in Atropo, la Moira implacabile. Nel mito apocrifo, Arianna-Atropo maneggia lo stesso filo, che una volta tagliato impedisce a Jacopo di orientarsi fuori dal Labirinto. Il suo silenzio simboleggia il mancato dialogo tra il sapere mitico, semidivino, a volte infido, e la malascienza di strada, fallibile e a bassa frequenza. A indurre Arianna a non rispondere a Jacopo è stata la dea Kore, figlia di Demetra, che concede al suo protetto il privilegio dell'Agàpe, l'amore senza limiti. Kore smentisce l'assioma leopardiano Muor giovane colui ch'al cielo è caro, ripreso dal caro agli dèi di Menandro. Ci sono dei e dee, in cielo e sottoterra. Le dee del sottosuolo, infatti, allungano la vita di chi amano. Conviene? Jacopo lascia a metà un romanzo iniziato trentasette anni prima e raggiunge Kore nel suo regno.
Tre e quattordici. Un paese visto dagli ottantenni Dell'aira Alessandro - Giovane Holden Edizioni, 2025 - Battitore Libero
C'è un paese che nessuno nomina, ma tutti riconoscono. Un luogo dove la memoria e l'ironia si intrecciano come fili di una stessa trama. È da lì che parte il narratore di Tre e quattordici, fingendosi massone per inseguire il mistero di un'espressione locale - "tre e quattordici" - e per risolvere un enigma: la scomparsa di sedici dipinti riapparsi a Parigi in una grande mostra. Ma l'indagine, più che verso il delitto, conduce nel cuore di un'identità collettiva, fatta di memorie, dialetti, superstizioni, e di quella sapienza spiccia che solo gli ottantenni custodiscono. Tra pescatori, murifabbri, vecchi amici e fantasmi illustri, il protagonista attraversa un paesaggio che muta come la memoria stessa: le tende del primo Club Med diventano villette di lusso, i santi si mescolano ai miti, la storia si confonde con la leggenda. Ogni aneddoto è una cartolina dipinta "con i piedi", ma intrisa di poesia e di malinconia. Alessandro Dell'Aira costruisce un romanzo stratificato, ironico e visionario, dove la narrazione scompone e ricompone la realtà in frammenti di tempo e voce. Tre e quattordici è una riflessione sull'inganno della modernità, sull'identità di luoghi che cambiano troppo in fretta e sulla memoria come forma di resistenza. Nel suo sguardo partecipe e disincantato, Dell'Aira restituisce l'anima di un Sud non folklorico ma universale, dove le storie dei vecchi sono l'ultimo argine contro l'oblio. Il romanzo procede come una marea: porta con sé relitti, ironia, nostalgia, e il brivido di scoprire che ogni mistero, alla fine, parla di noi.