Libri di Euripide

Bibliografia di Euripide: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Oscar Classici

Euripide nasce nel 480 a.C. a Salamina e muore nel 406 in Macedonia, alla corte del re Archelao. Scarse sono le notizie concrete sulla sua vita, molte le leggende fiorite sul suo conto. Poco amato - perché poco capito - dal pubblico contemporaneo, ebbe una grande fortuna postuma e fu il più letto e il più conosciuto dei tre grandi tragici greci nel corso dei secoli. Della sua vasta produzione (gli si attribuiscono una novantina di drammi) sono pervenute a noi diciassette tragedie (Alcesti, Medea, Eraclidi, Andromaca, Ippolito, Ecuba, Supplici, Eracle, Troiane, Elettra, Elena, Ifigenia in Tauride, Ione, Fenicie, Oreste, Ifigenia in Aulide, Baccanti); un dramma satiresco: il Ciclope. Di incerta attribuzione è il Reso.
Baccanti. Testo greco a fronte libro
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LIBRO   9788804710967

Baccanti. Testo greco a fronte Euripide  Ieranò G. (Cur.)   -  Mondadori, 2019  -  Oscar Classici

Per essere riconosciuto dai tebani come un dio, Dioniso instilla una scintilla di follia e di furore nelle donne della città, che si ritirano sul Citerone a celebrare riti in suo onore. Tragedia enigmatica e disorientante, scritta da Euripide negli ultimi anni di vita, nelle "Baccanti" si mescolano finzione e verità, gioco ed ebbrezza e nell'alchimia del testo il terribile confina sempre con il grottesco. Ma le "Baccanti" sono innanzitutto una crudele rappresentazione della fragilità dell'umano, posta sotto il segno inquietante di Dioniso, «il più terribile e il più dolce tra gli dei». E il mondo stabile degli oggetti familiari, delle figure rassicuranti vacilla per divenire un gioco di fantasmagorie in cui l'illusorio, l'impossibile, l'assurdo si fanno realtà.

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LIBRO   9788804715740

Medea-Ippolito. Testo greco a fronte Euripide  Del Corno D. (Cur.)   -  Mondadori, 2019  -  Oscar Classici

È una passione amorosa violenta a tormentare le protagoniste di Medea (431 a.C.) e Ippolito (428). Per vendicarsi del tradimento di Giasone, Medea uccide i propri figli; sconvolta dal rifiuto di Ippolito, il figliastro di cui è follemente innamorata, Fedra ne provoca la morte. La tematica amorosa predomina nel teatro greco alla fine del V secolo a.C. e il conflitto tragico nasce nello scontro tra forze elementari della passione umana. In queste tragedie Euripide lancia un monito contro due errori distruttivi in cui la società e l'individuo rischiano di scivolare senza rimedio: l'esclusione del "diverso" dalla sfera della morale costituita, cieca ai fermenti più nuovi e urgenti, e il rifiuto di accettare in sé le varie componenti della natura umana, anche quelle vincolate alla fisicità della materia, senza le quali l'uomo altro non è che un essere dimezzato.

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